Progetto Pramollo, per il WWF sarebbe un boomerang
“Anche un bambino capirebbe il motivo per il quale il governatore della Carinzia appoggia il progetto Pramollo e quello del Friuli Venezia Giulia, che ci dovrebbe mettere i soldi, no: con il progetto Pramollo la nostra regione verrebbe ad alimentare un sistema sciistico – quello di Nassfeld, che da solo ha uno sviluppo lineare pari e fattura il doppio di tutti i poli Promotur – concorrenziale con il sistema regionale”.
Questo il commento del Wwf alla notizia dei tentennamenti del presidente della Regione Renzo Tondo rispetto al finanziamento della cabinovia transfrontaliera da 80 milioni di euro.
Come l’associazione ha già fatto notare più volte in passato, il progetto Pramollo rischia di trasformarsi in un boomerang per l’economia sciistica regionale “proprio quando – sottolinea il Wwf – Promotur è sull’orlo del collasso e mentre il mercato sciistico annaspa gravemente, stretto da una stasi quantitativa dell’utenza e da costi di gestione crescenti, causa avverse condizioni climatiche”.
E’ infatti appena uscita sui grandi quotidiani – senza godere del riscontro che oggettivamente merita – la notizia che 186 dei 350 poli sciistici dell’arco alpino (almeno 16 in FVG, vedi elenco in calce al comunicato) sono chiusi nonostante i finanziamenti pubblici che li hanno irrorati nel tempo: il dramma è raccontato da quattromila tralicci e da 600.000 metri di fune d’acciaio abbandonati, da centinaia di migliaia di metri cubi di cemento realizzati a devastare il paesaggio, da 5 milioni di metri quadrati di territorio, spesso boschivo, sbancati.
In Fvg parliamo di impianti come quelli di Cima Corso, Sella Chianzutan, Cave del Predil ecc, realizzati a quote (ottocento-mille metri) per le quali in passato era evidentemente ritenuto sostenibile l’investimento di massicce risorse pubbliche. Ed è quanto sta accadendo oggi con impianti realizzati a quote poco più alte eppure – a fronte dell’ineluttabile riscaldamento globale – ugualmente a rischio di fallimento, tanto più se costrette a subire la concorrenza di un polo come quello di Pramollo.
“E’ vero – commenta ancora il Wwf – che l’amministrazione comunale di Pontebba, la cui serietà va senz’altro riconosciuta, ha almeno due gravissimi problemi da affrontare: lo spopolamento dell’abitato e il riutilizzo di grandi immobili dismessi. Ma appare obiettivamente utopistico, per chi conosca Pontebba e il fondo valle deturpato dalle infrastrutture viarie, ritenere che la realizzazione della seggiovia – con annessi 800 posti letto collocati sul passo in zona austriaca, a drenare utenza dal fondo valle – possa rivitalizzare il tessuto sociale e produttivo della Val canale”.
“Che Tondo e Riccardi esitino – chiosa l’associazione -, è veramente il minimo che si possa chiedere a persone responsabili.
Costituirebbe un bel passo in avanti vederli ridiscutere il modello di sviluppo sciistico fin qui seguito – con pensiero unico – dalle forze politiche regionali, e per una volta tanto non sulla base di pressioni localistiche e non tentando di rimediare con investimenti ulteriori ad investimenti pregressi sbagliati, ma attenti ai contributi scientifici in materia e con dati di mercato alla mano”.
L’elenco degli impianti sci già dimessi in Friuli Venezia Giulia (da dossier Cipra/Mountain Wilderness)
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CIMA CORSO (Comune di Ampezzo) – Altitudine m. 820/1100
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SELLA CHIANZUTAN (Comune di Verzegnis) – Altitudine m. 920/1175
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PASSO TANAMEA (Comune di Lusevera) – Altitudine m. 846
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SELLA DURON (Comune di Paularo) – Altitudine m. 822/875
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VALDAJER (Comune di Ligosullo) – Altitudine m. 1340/1650
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OSTEAI (Comune di Prato Carnico) – Altitudine m. 720/880
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VALBRUNA (Comune di Malborghetto-Valbruna) – Altitudine m. 780/920
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LATEIS (Comune di Sauris) – Altitudine m. 1169/1320
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SAURIS DI SOTTO “Rinderperck” (Comune di Sauris) – Altitudine m. 1300/1430
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CLAUT (Comune di Claut) – Altitudine m. 615/820
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COLLINA (Comune di Forni Avoltri) – Altitudine m. 1200/1250
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CAVE DEL PREDIL (Comune di Tarvisio) – Altitudine m. 930/1230
