“Il Trattato di Lisbona” protagonista a Paluzza
Sabato 5 febbraio 2011 serata dedicata all’Europa e al Friuli in Europa. Alle 20.30 a Paluzza (Ud) presso l’Auditorium CEFAP di Piazza XXI-XX Luglio è in programma una nuova presentazione della più recente iniziativa editoriale della Casa per l’Europa di Gemona del Friuli, realizzata in collaborazione con la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia – Direzione centrale Istruzione, formazione e cultura – Servizio Identità linguistiche, culturali e corregionali all’estero.
Si tratta di "Il Tratât di Lisbone. Argoments e documents pe integrazion europeane – Il Trattato di Lisbona. Argomenti e documenti per l’integrazione europea”, un progetto editoriale multimediale curato da Marco Stolfo, dottore di ricerca in Storia del federalismo e dell’unità europea, che consiste in un libro e un cd rom allegato con saggi, articoli e documentazione che riguardano la storia, l’attualità e il futuro ell’Europa.
All’incontro prenderanno parte Silvio Moro, Presidente della Casa per l’Europa di Gemona del Friuli, Elia Vezzi, Sindaco del Comune di Paluzza, Franco Baritussio, Consigliere regionale, Manuela Di Centa, Deputato al Parlamento italiano e Marco Stolfo, curatore dell’opera.
UN LIBRO, DUE LINGUE, CINQUE SEZIONI: ARGOMENTI E RIFLESSIONI. Il volume si apre con gli interventi di Silvio Moro (Presidente della Casa per l’Europa), Roberto Molinaro (Assessore regionale all’istruzione) e Lucio Battistotti (Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea), è bilingue (friulano/italiano) ed è articolato in cinque sezioni tematiche.
La prima è dedicata al Trattato di Lisbona, argomento affrontato da Claudio Cressati dell’Università di Udine e dal Vicepresidente della Casa per l’Europa, Renato Damiani.
Nella seconda l’attenzione è concentrata su tutela delle minoranze e integrazione continentale – con un articolo di Marco Stolfo – e su cooperazione trasfrontaliera, Euroregioni e Gruppi europei di cooperazione territoriale, con i contributi di Marco Stolfo e Leopoldo Coen dell’Università di Udine.
Giorgio Grimaldi, che insegna storia delle relazioni internazionali all’Università della Valle d’Aosta, apre la terza sezione con due saggi, dedicati rispettivamente alla politiche europee sull’ambiente e l’energia. La completa Elena Anziutti della Casa per l’Europa di Gemona, la quale fa il punto della situazione sulle politiche volte a favorire informazione, mobilità e cittadinanza attiva dei giovani.
La quarta sezione è di carattere storico e riguarda l’attività dei movimenti federalisti ed europeisti d’Italia, di cui si occupa Paolo Caraffini dell’Università di Torino, il rapporto tra partiti e movimenti nazionalitari e regionalisti e l’integrazione europea – questione affrontata da Marco Stolfo – e i risultati e le prospettive del quinto allargamento dell’Unione europea a est e a sud, tema illustrato da Lara Piccardo dell’Università di Genova.
La pubblicazione si conclude con una serie di schede informative dedicate a associazioni e istituzioni che, come la Casa per l’Europa di Gemona, sono impegnate nella promozione della conoscenza e della coscienza europea nel territorio del Friuli-VG.
UN CD, QUATTRO LINGUE: DOCUMENTI E INFORMAZIONI. L’allegato cd-rom è complementare alle pagine del volume, non soltanto per la forma multilingue (il tutto è reso disponibile nelle quattro lingue della regione: friulano, sloveno, tedesco e italiano), ma anche per il contenuto multidisciplinare.
Per ciascuno degli argomenti affrontati nelle sezioni del libro, infatti, è messa a disposizione una selezione di fonti documentali e bibliografiche e di collegamenti a pagine o siti internet di specifico interesse. Riferimenti e link sono organizzati per area tematica e collegati agli abstract dei contributi pubblicati nel volume.
FEVELÂ FURLAN AL VÛL DÎ FEVELÂ EUROPEAN. Questo peogetto intende fornire un contributo tanto alla valorizzazione delle lingue minoritarie e in particolare alla promozione dello status della lingua friulana, quanto alla diffusione delle conoscenze sull’Europa, sul processo di integrazione europea e sulla tutela delle minoranze, proponendosì altresì di stimolare l’approfondimento di queste ed altre tematiche legate sia alla dimensione continentale sia a quella regionale e locale.
Se oltre sessant’anni fa Pier Paolo Pasolini scriveva «Fevelà Furlan a voul disi fevelà Latin», intendendo così sottolineare il grande valore della lingua friulana e l’importanza di usarla liberamente e pienamente, senza complessi né pregiudizi, oggi si può sostenere a ragione che il friulano – da parlare, da scrivere, da leggere, da vivere – costitusce un patrimonio e una risorsa per la contemporaneità e per il futuro, in particolare con una vocazione e in una dimensione che sono europee. Come dire: «Fevelâ Furlan al vûl dî fevelâ European».
