Futuro Agemont, la preoccupazione di Confindustria
La
Delegazione di Tolmezzo di Confindustria Udine, a solo un mese
dall’aver espresso soddisfazione per quella che sembrava la
definizione dell’assetto della nuova Agemont, si unisce alla
preoccupazione manifestata da Roberto Venturini, neopresidente
dell’Agenzia, dal vicepresidente Christian Fiorot, e dai
consiglieri Silvano Giorgis e Barbara Zilli.
Il
CapoDelegazione di Tolmezzo di Confindustria Udine Federico Gollino
aveva più volte ribadito, anche nel corso dell’ultima
Assemblea di fine anno, l’urgenza di assicurare alla montagna nuove
opportunità di intervento dirette a sostenere e promuovere la
crescita delle piccole e medie imprese in montagna.
Per
quanto riguarda in particolare Agemont è stato approvato il
nuovo statuto che ha recepito le modifiche alla norma istitutiva
suggerite dall’avviso della Corte dei Conti che ha convalidato il
nuovo inquadramento dell’Agenzia. Successivamente la Banca d’Italia
ha autorizzato la stessa Agemont allo svolgimento di attività
di carattere finanziario. Molte sono le attese attorno alla nuova
Agemont. E’ necessario fare chiarezza sul futuro non tanto e non
solo dello strumento quanto delle funzioni che questo dovrebbe
svolgere in coerenza con le attività di supporto alle imprese
individuate dalla legge e dallo statuto.
Non
è quindi il momento di ridiscutere per l’ennesima volta
“ruolo e missioni”, ma quello di individuare, in relazione alle
specifiche funzioni di sviluppo attribuite dalla normativa alla nuova
Agemont, le modalità con cui queste possano concretamente
essere attuate nel rispetto del quadro normativo.
Questo
è quello che gli industriali della montagna si attendono
convinti che, prima che le attese della montagna, le esigenze
concrete delle imprese non possono essere disattese.
