Ferrovia Carnia-Tolmezzo-Villa, interpellanza in Regione
Lo
scorso 8 maggio, in occasione delle celebrazioni per il centesimo
anniversario della costruzione della ferrovia Carnia-Tolmezzo-Villa
Santina, nel suo intervento di saluto, il Presidente della Regione
Renzo Tondo aveva dichiarato il suo impegno diretto affinché
la tratta ferroviaria in questione, oggi di proprietà del
Cosint (Consorzio per lo sviluppo industriale di Tolmezzo) venisse
definitivamente ripristinata e completata come da tempo richiedeva
l’associazione presieduta da Franco Montanaro.
Da
allora, sono passati ben otto mesi e una legge Finanziaria. Il
capogruppo in Consiglio regionale di Cittadini-Liberà Civica,
Piero Colussi, che da tempo segue la vicenda, chiede ora spiegazioni
al presidente Tondo. In un’interpellanza, appena depositata, il
consigliere desidera sapere “che fine ha fatto il progetto e dove
sono finiti i soldi stanziati a partire dal 1978 dalla Regione per
l’acquisto, il ripristino ed il completamento della linea
ferroviaria Carnia – Tolmezzo – Villa Santina?”
Colussi,
nella sua interpellanza, richiama le leggi e gli stanziamenti
disposti dalla Regione Friuli Venezia Giulia per la realizzazione
della ferrovia Carnia-Tolmezzo-Villa Santina e ricorda che il 27
agosto 2008 il Cosint aveva espresso parere ufficiale favorevole
all’utilizzo della tratta ferroviaria a fini turistici chiedendo la
trasmissione da parte del proponente “Associazione onlus Ferrovia
Carnica” del programma dettagliato anche sotto il profilo
economico. Non solo, il Cosint, infatti, ha deciso la riconversione
del tracciato ferroviario dismesso avviando la realizzazione di un
tratto di pista ciclabile deliberando un apposito progetto di
intervento sull’area insistente lungo via Grialba, tra l’incrocio
di via dell’Industria e l’ex terminal ferroviario della Zona
industriale di Tolmezzo aggiudicandone i lavori, per un importo di
270.000 euro, alla Cooperativa Cafab.
Alla
luce di tutto ciò, il consigliere interpella il Presidente
della Giunta regionale per conoscere le sue valutazioni in merito e
se non ritiene che:
a) siano
state portate avanti scelte gestionali lesive sia di norme
preesistenti non abrogate o modificate ,come ad esempio l’ obbligo
di mantenere in uso ben mantenuta la linea ferroviaria (DM 11 ottobre
1969 n° 265/a ) (LR 3 giugno 1978 n° 49);
b) l’
acquisto dal Demanio del sedime ferroviario all’ inizio degli anni
’80, potrebbe prevedere vincoli sia di destinazione che di
manutenzione;
c) il
preventivo di spesa evidenzi ufficialmente un costo di 265.000 euro
per la sola sistemazione del piazzale essendo peraltro verosimile che
in altre voci di spesa siano considerate voci accessorie come studi,
progetti e quant’ altro non considerate in tale capitolo;
e)
da parte del Cosint debba essere data spiegazione al suo diniego
alla messa in sicurezza della linea in quanto non rientrante nelle
sue disponibilità la somma occorrente di 300.000 euro che oggi
sono, viceversa, disponibili per la realizzazione della pista
ciclabile.
