A Ravascletto il presepio dei Cramârs

S’intitolano “Geburt und Bergpredig” e “Engel und
Verkündigung” i presepi, in ceramica e legno, che la Pro
loco e la Parrocchia di San Matteo espongono a Ravascletto
nell’ambito del Progetto “E gno von ’l era
Cramâr/Meine Vorfahren waren Krämer”.
Sono opera del celebre artista stiriano Ulf Mayer, che da
anni interpreta le scene della Natività in un proprio
linguaggio in cui unisce tradizione e modernità per
permettere all’osservatore di riflettere sul contenuto del
Natale in modo nuovo, scoprendone aspetti nascosti.
I presepi stiriani resteranno esposti fino al 9 gennaio
nella chiesa di Santo Spirito di Ravascletto, tutti i
giorni, dalle 9 alle 18 (o per appuntamento).
Il professor Mayer è nato a Kalwang nel 192; si è
specializzato presso la Scuola superiore di scultura di Graz
ed ha frequentato l’Accademia delle Arti figurative di
Vienna, sotto la guida di Fritz Wotruba. È autore di
numerose opere d’arte che abbelliscono edifici pubblici
della Stiria e di Vienna.
Attraverso l’arte del maestro stiriano e con l’ausilio
di una piccola mostra, allestita nella stessa chiesa di
Santo Spirito (su progetto grafico di Raffaella De Reggi di
Tolmezzo), la Pro loco di Ravascletto intende proporre una
riscoperta ed un approfondimento dei secolari legami
esistenti fra Carnia e Stiria.
Il Land austriaco è stato per l’intero Friuli meta di
consistenti flussi migratori, diversificati nel tempo e
nelle modalità (compreso quello dei Cramârs della
Valcalda), e strettissimi sono sempre stati i rapporti e gli
scambi culturali, fin dall’epoca patriarcale, come
sottolinea nell’introduzione della mostra il ricercatore
dell’Institut für Romanistik Karl-Franzens-Universität
Graz Luca Melchior di Coseanetto.
La Pro loco di Ravascletto ha potuto avvalersi anche della
preziosa collaborazione di Isabella Holzmann dell’Agentur
Holzmann di Graz. Inoltre, hanno offerto il proprio supporto
il Diözesanmuseum Graz e il Museo carnico delle arti
popolari di Tolmezzo.