Lotta all’infarto evitabile, prosegue la campagna dell’ASS3

Fra i principali obiettivi di salute dell’Azienda per iServizi sanitari n.3 “Alto Friuli” vi è la lotta all’infarto miocardico acuto , in particolare la riduzione del cosiddetto “Ritardo Evitabile”, cioè di tutto quel tempo perso che va dall’insorgenza dei sintomi all’inizio delle terapie.

“La riduzione di questo ritardo” spiega il dottor Antonio Di Chiara, Direttore della Cardiologia dell’ Alto Friuli “ risulta oggi uno dei metodi più efficaci di riduzione della mortalità;non è un problema di risorse ma principalmente culturale e organizzativo. L’infarto miocardico rappresenta ancora oggi una delle principali cause di morte e di invalidità; anche se la mortalità ospedaliera è scesa dal 30% nel 1960 al 10% di oggi, circa la metà dei soggetti colpiti da infarto (specie i giovani) decede nelle primissime ore per arresto cardiaco prima di arrivare in ospedale, perché non riconoscono i sintomi o perché attendono troppo tempo prima di cercare aiuto. Arrivare tardi in ospedale inoltre limita di molto l’efficacia delle terapie che riaprendo la coronaria ostruita interrompono l’infarto (trombolisi e angioplastica coronarica). Dalla velocità di applicazione di tali terapie dall’inizio dei sintomi dipende la sopravvivenza del paziente.”

La popolazione residente nell’ “Alto Friuli” (con un’ alta percentuale di anziani) si trova in una particolare situazione geografica di dispersione territoriale. Solo una minoranza (circa un paziente su tre) dei casi accede alle cure tramite il 118, sia perché non si sanno riconoscere i sintomi sia per la scarsa conoscenza delle potenzialità del sistema 118, che spesso viene visto come un semplice mezzo di trasporto. L’utilizzo del soccorso territoriale 118 è sottoutilizzato rispetto ad altre realtà regionali per discrezione, per paura di recare disturbo, fatalismo, stoicismo, ma anche nell’errato convincimento di fare prima e meglio con i propri mezzi. Così una percentuale non elevata di pazienti riceve le terapie entro i tempi utili.

L’Azienda prosegue con la Campagna di comunicazione “Salvate il vostro cuore” con l’obiettivo di aumentare il numero di pazienti che telefonano subito al 118 in caso di dolore toracico.

L’ingresso alle cure attraverso il 118 è l’unico modo per ridurre la morte improvvisa e per accelerare la riperfusione coronarica.

Attraverso i più diversi canali di comunicazione, si sta puntando sia al riconoscimento precoce dei segni di attacco cardiaco che al ricorso immediato al 118, attraverso lo slogan “porta il Pronto Soccorso a casa tua”. Con la diagnosi elettrocardiografica a domicilio è possibile fare già a casa del paziente la diagnosi di infarto, iniziare subito le cure e indirizzare il paziente all’ospedale più adatto.

I pazienti che hanno chiesto aiuto agli ospedali di Gemona e Tolmezzo per dolore toracico di una certa gravità (codice giallo) sono stati circa 2700 dal gennaio 2009 a tutto settembre 2010 (21 mesi). Solo 571 (circa il 20%) lo ha fatto correttamente chiamando il 118. Il restante 80% è venuto al PS con i propri mezzi.