Anche il WWF alla manifestazione domani in Val But
Anche il WWF Friuli Venezia Giulia sarà presente a Paluzza sabato 13 novembre, alla manifestazione contro l’elettrodotto Somplago-Wurmlach, promossa dal Coordinamento dei Comitati Ambiente e Territorio.
L’associazione ambientalista vuole così ribadire le critiche al progetto, già espresse nell’ambito della procedura VIA sul progetto dell’elettrodotto e sostenere i cittadini che giustamente si battono per la tutela dell’ambiente naturale e del paesaggio in una delle zone più belle e suggestive della montagna friulana.
Il WWF ribadisce anche le critiche alle motivazioni addotte da Alpe Adria Energia a sostegno del progetto. Appare, in particolare, inverosimile che si dichiari di voler importare elettricità a basso costo dall’Austria, poiché – da molti anni – in quel Paese il saldo tra produzione e consumi di energia elettrica è negativo: l’Austria cioè non riesce a produrre tutta l’elettricità di cui ha bisogno e deve importarne dall’estero.
Inoltre, la capacità produttiva delle centrali esistenti in Friuli Venezia Giulia (anche senza contare il raddoppio di quelle di Somplago e di Monfalcone, né la nuova centrale da 400 MW proposta a Trieste) supera di circa il 60 per cento il fabbisogno di elettricità della Regione.
Se questa capacità non viene completamente sfruttata è soltanto per l’obsolescenza di alcuni impianti e la mancanza di investimenti nell’innovazione tecnologica.
Investimenti che comunque, come indica anche l’Unione Europea, andrebbero indirizzati soprattutto verso la razionalizzazione dei consumi e la riduzione degli sprechi.
Il costo totale di produzione di un kWh è infatti circa il doppio del costo necessario per risparmiare lo stesso kWh. Inoltre, gli investimenti nell’efficienza energetica creano da tre a quattro volte più posti di lavoro, rispetto a quelli creati con gli investimenti nella costruzione di centrali elettriche nucleari o a carbone (e sicuramente ancor più di quelli creati con la costruzione di elettrodotti…).
La mobilitazione dei cittadini contro l’elettrodotto, quindi, è sacrosanta, perché punta il dito contro l’inaccettabile insieme di ricatti e falsità, messi in campo dagli ambienti economici regionali, a sostegno di questo progetto, come di altre infrastrutture energetiche.
E’ tempo che le decisioni sull’energia siano governate, dalle istituzioni pubbliche, sulla base degli interessi dei cittadini e non mettendosi al servizio dei produttori e dei venditori di elettricità, gas, petrolio e uranio.
