WWF, basta investimenti sugli impianti sciistici

Le difficoltà di Promotur, che declinano in Friuli Venezia Giulia quelle degli impianti di Sappada, pure loro sull’orlo della liquidazione, non possono stupire.
Come afferma, giustamente, l’assessore regionale alle Finanze, Sandra Savino, è il mercato nel quale si muove Promotur ad essere un mercato in fallimento: già nel 2007 il WWF FVG ed altre importanti associazioni ambientaliste regionali hanno sottoscritto un dossier che esplicitamente parlava del settore sciistico come di un mercato in grandissimo affanno. In USA – lì dove a governare è davvero la redditività dell’impresa – la metà delle stazioni sciistiche ha ormai chiuso
Nel nostro sistema – ricorda il Wwf – solo l’intervento pubblico mantiene in piedi le strutture. E’ una scelta che si può condividere, giacchè il sostegno pubblico alle stazioni sciistiche è sostegno alle comunità di montagna, ma la storia bisogna raccontarla tutta: Sandra Savino – citando uno studio dell’università di Udine datato 2002– non manca di ricordare che ogni euro investito in Promotur genera un ritorno di 3,16 euro sulla filiera turistica.
Si dimentica di dire però che quello stesso studio, a conclusione dell’analisi, afferma che risulta del tutto dubbio il significato economico di ulteriori investimenti a sostegno della offerta turistica dei poli regionali, per i quali avrebbe probabilmente maggior senso garantire un “minimo fisiologico” di servizi, evitando di indirizzare massicci flussi finanziari a favore di stazioni che, sia per la quota, sia per le dimensioni (delle piste, ma anche dei servizi off snow che possono venir garantiti da abitati quali Ravascletto, Sutrio, Pontebba ecc.) non hanno realistiche prospettive di decollo concorrenziale rispetto a stazioni come quelle delle regioni contermini.
Afferma testualmente lo studio citato: “l’indicatore relativo al costo pieno comprensivo degli ammortamenti (e non solo delle spese correnti, ndr) non sembrerebbe incoraggiare una politica di ulteriore espansione, la quale apparentemente non sarebbe premiata da un corrispondente aumento dell’attrattività e del valore dell’economia locale”.
Qual è stata invece la scelta della politica regionale? Quella, appunto, di varare una stagione di massicci investimenti aggiuntivi; e quale l’indicazione della nuova dirigenza Promotur? Quella di ulteriori massicci investimenti, tra i quali non mancano ovviamente previsioni ambientalmente sciagurate come quella di ampliare sull’Alpago le piste di Piancavallo.
Non basta: lo studio citato segnala – e Savino rilancia – la carenza di strutture alberghiere adeguate. Bene, e cosa fa la politica regionale? Satura di seconde case il territorio con duplice effetto di devastarlo e di drenare utenza dal settore alberghiero.
Ce n’è abbastanza – conclude il Wwf – per chiedere un ragionamento aggiornato e non la riproposizione muscolare – di cui si vedono esempi in queste ore – di vecchi cliché.