Successo per la mostra dedicata a Gino Peressutti
Sta
suscitando molto interesse la prima mostra dedicata a Gino
Peressutti, il gemonese che progettò Cinecittà,
allestita a Palazzo Elti in via Bini a Gemona. Organizzata dal Comune
di Gemona con la Cineteca del Friuli e il sostegno della Regione
Friuli Venezia Giulia, L’architetto dei sogni: Gino Peressutti
da Gemona a Cinecittà ha registrato a luglio una notevole
affluenza, che si è mantenuta nelle prime settimane di agosto
nonostante il tempo. Merito anche dell’estensione dell’orario di
apertura, che consentirà sino a fine mese di visitare la
mostra – a ingresso libero – tutti i giorni, sia la mattina
(10-13) che il pomeriggio (16-19).
Tra
i visitatori è arrivato da Padova anche il nipote di
Peressutti Gregorio Belloni, che si augura rappresenti il primo passo
di una riscoperta complessiva dell’opera del nonno. Una speranza che
ha già un primo riscontro: con una tesi su Peressutti si è
laureata da poco all’Università di Udine Sara Martin, e i
frutti della sua ricerca saranno presto illustrati a Gemona
nell’ambito di un incontro.
L’esposizione
si concentra su Cinecittà, presentando una serie di tavole
progettuali concesse dallo stesso Gregorio Belloni e da Gilberto
Ganzer, i filmati dell’Archivio Storico
dell’Istituto Luce sulla costruzione e l’inaugurazione, nel 1937,
della città italiana del cinema, oltre ad articoli,
oggetti, libri, riviste e altri documenti. Sui lavori giovanili è
consultabile invece il prezioso Album fotografico delle opere di
Gino Peressutti del 1908, conservato dalla Civica
Biblioteca Glemonense.
Un’ampia
sezione è dedicata ai “sogni” che a Cinecittà hanno
preso forma: piccoli e grandi capolavori del cinema italiano sono
evocati attraverso manifesti e locandine provenienti dal fondo Gianni
Da Campo della Cineteca del Friuli. Completano la mostra alcuni
cimeli provenienti dalle collezioni della Cineteca, tra cui un
proiettore 35mm Cinemeccanica degli anni Venti donato della
Parrocchia di San Marco di Udine e una cinepresa Arriflex 35mm degli
anni Sessanta donata del regista udinese Antonio Seguini.
Da
settembre l’orario di apertura tornerà ad essere limitato al
weekend, il sabato pomeriggio (15-19) e la domenica (10.30-12.30 e
15-19), fino al 26, ultimo giorno della mostra.
