Tavolo di lavoro per l’assemblea dei sindaci della montagna

L’assemblea dei sindaci della Montagna, riunita nella sede della
Regione a Udine, ha approvato all’unanimità la costituzione di
un tavolo di lavoro formato da una quindicina di componenti
indicati dalle Comunità montane.

Il tavolo lavorerà ad una sintesi delle proposte pervenute dalle
diverse amministrazioni locali ad integrazione e miglioramento
del Ddl regionale di riordino e semplificazione dell’ordinamento
locale in territorio montano.

La proposta, fatta da alcuni sindaci dall’assemblea presieduta
dall’assessore al Bilancio del Comune di Gorizia Guido Pettarin
(è intervenuto il 20 per cento degli 84 sindaci presenti su 95
iscritti), è stata rilanciata dal presidente della Regione Renzo
Tondo, il quale ha auspicato così di arrivare alla fine
dell’estate con un disegno di legge in grado di accogliere il
consenso non solo della maggioranza, ma di tutta l’Aula
consigliare.

Presente alla riunione assieme agli assessori alle Autonomie
Locali, Federica Seganti e alla Funzione pubblica, Andrea
Garlatti, Tondo ha confermato che oggi è stato avviato un
percorso che coinvolgerà tutto il Friuli Venezia Giulia e
invitato i sindaci a considerare un’opportunità e non una
penalizzazione il fatto che la riforma parta dalla Montagna.

Tondo ha ringraziato il presidente dell’Assemblea per il lavoro
svolto ed ha sottolineato la validità del metodo portato avanti
nella fase d’avvio, approccio che "ha garantito un livello di
partecipazione e democrazia raggiunto in pochi altri casi".

Il disegno di legge era stato illustrato da Federica Seganti, che
ne aveva evidenziato i temi di magggior rilevanza ricordando come
il documento, formulato per garantire la funzionalità degli enti
locali dopo la soppressione delle Comunità montane, fosse ancora
una proposta di legge da completare con le indicazioni del
territorio.

Dichiarandosi orgoglioso d’aver dato il via in regione ad un
"percorso tramontiano", il presidente della Regione ha quindi
invitato i presenti a rimuovere ogni campanilismo e a guardare
alla necessità di continuare a dare servizi ai cittadini,
assicurando la funzionalità dei Comuni anche se la fiscalità
prodotta dal territorio sarà in diminuzione ancora per qualche
anno.

"Non ci sono sempre soluzioni semplici a problemi complessi e
stiamo trattando una materia che ha parecchie sfaccettature –
aveva detto a sua volta Andrea Garlatti – ma abbiamo uno schema,
un modello che possiamo costruire assieme, facendolo diventare lo
strumento di un riordino complessivo che partendo dal territorio
montano coinvolga l’intero sistema delle Autonomie locali".