Un tavolo per la tutela della scuola di montagna
"Un terzo del Friuli Venezia Giulia è Montagna e qui la scuola
ha una funzione sociale persino più rilevante che altrove. La
sua tutela va pertanto affrontata non in termini episodici, ma
nel medio periodo e nell’ambito, più ampio, di una maggiore
assunzione di responsabilità della Regione anche in questo
settore, come previsto dal titolo V della costituzione".
Così l’assessore regionale ad Istruzione, Formazione e Cultura,
Roberto Molinaro, ha confermato l’impegno e gli obiettivi
dell’Amministrazione regionale nel corso dell’incontro
organizzato lunedì a Tolmezzo dalla Provincia di Udine
per la presentazione del documento per la tutela delle scuole di
montagna.
Un incontro al quale erano presenti, oltre a Molinaro, gli
assessori provinciali alla Montagna, Ottorino Faleschini, ed
all’Istruzione, Elena Lizzi, il direttore generale dell’Ufficio
scolastico regionale, Daniela Beltrame, e una folta
rappresentanza di sindaci e dirigenti scolastici del territorio
montano.
"Puntiamo ad individuare una strategia finalizzata non al mero
ridimensionamento – ha detto Molinaro – ma ad una
riorganizzazione della rete scolastica funzionale alla
rivalutazione delle risorse umane attraverso azioni destinate non
solo all’autonomia ed alla programmazione dei plessi scolastici".
L’assessore ha quindi sottolineato l’importanza di una continuità
di rapporti tra studenti e docenti ovunque, ma specialmente nelle
scuole di montagna.
."Diverse – ha osservato l’assessore – sono le possibilità da
valutare anche con l’aiuto del tavolo di lavoro, che sarà la
prima, diretta conseguenza dell’incontro di oggi e servirà a dar
vita ad un gruppo tecnico misto (Regione, Ufficio Scolastico,
Province, Autonomie scolastiche ed Enti locali) in grado di
approfondire i temi proposti dalla Provincia di Udine con il suo
documento".
"Servono, e sarà compito del gruppo tecnico formularle – ha
continuato – proposte che portino a soluzioni concrete".
"Tra gli scenari che si propongono possiamo immaginare – ha
concluso Molinaro – che i docenti che insegnano in montagna
scelgano di non presentare domanda di trasferimento, in forza di
incentivi che ne incoraggino la permanenza e favoriscano così
quella continuità relazionale che serve agli studenti per
crescere umanamente e culturalmente".
