Montagna, botta e risposta fra Fontanini e Ciani-Cacitti
«Per
il “dopo” Comunità montane la Regione sta adottando due
pesi e due misure: a Gorizia la strada intrapresa, sulla scia
dell’esempio della gestione di acqua e rifiuti, è quella di
assegnare quelle competenze alla Provincia. Per quelle di Udine e
Pordenone, alla luce delle recenti decisioni assunte dall’esecutivo
regionale, alle Province pare essere attribuito un ruolo del tutto
marginale». È la reazione del presidente della Provincia
di Udine, Pietro Fontanini all’indomani del primo via libera
della giunta regionale alla riforma delle Comunità montane.
«Questo non mi pare il modo giusto per affrontare a pieno il
vulnus della questione – prosegue Fontanini -: la riforma prende le
mosse dalla volontà di riorganizzare un sistema composto anche
da enti “doppioni” che esercitano funzioni che potrebbero essere
svolte da altri già esistenti. Questo il caso dell’acqua,
dei rifiuti e, appunto, della montagna: come più volte
ribadito – ha continuato – le Province sono enti
costituzionalmente garantiti con una propria struttura, un proprio
organico e la caratteristica fondamentale di essere “di area vasta”
per cui, per definizione costituzionale, atte a gestire competenze
che coinvolgano più comuni. Vi è poi un’altra
considerazione: nelle regioni a statuto ordinario, almeno per quanto
riguarda acqua e rifiuti, le competenze sono, nella maggior parte dei
casi, in capo alle Province». Una riflessione, il presidente la
fa anche in riferimento alla posizione che in materia aveva assunto
il partito di cui è Segretario nazionale. «Per la Lega
Nord infatti – afferma Fontanini – i compiti delle ex Comunità
montane andavano assegnate alle Province. In una prima bozza
elaborata dall’assessore Seganti era prevista tutta una serie di
competenze da trasferire dalle Comunità Montane alle Province
come: interventi di ripristino delle strade vicinali, delle opere di
approvvigionamento idrico, di intervento per il ripristino delle
opere pubbliche di bonifica, gli interventi speciali per la montagna
stabiliti dall’Unione europea, funzioni di natura esecutiva in
materia di gestione forestale. Solo per citarne alcune. Di questi
trasferimenti – chiarisce Fontanini –, nell’attuale testo
approvato in Regione, non vi è traccia». Il presidente
Fontanini si dice poi dispiaciuto delle affermazioni del presidente
della Regione che lascia intravedere un preciso disegno verso
l’abolizione delle Province. «Il tema della soppressione
delle Province pensavo fosse un tema ampiamente superato, ma mi
sbagliavo – ammette Fontanini -. Nel riordino degli enti locali è
chiaro – chiosa – che, se di taglio di enti inutili si debba
parlare, non lo si possa fare facendo riferimento agli enti di area
vasta».
La replica
“E’
evidente che il presidente della Provincia di Udine, Fontanini
essendo distante dall’attività della Regione non è a
conoscenza della parte che sarà inserita nella legge e che
eliminerà quei comuni montani che poco hanno a che fare con la
montanità, questo riguarda anche l’intera provincia di
Gorizia che ovviamente non è montana”.
affermarlo sono i consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e
Luigi Cacitti che rispondono a quanto dichiarato da Fontanini.
“Con
il testo normativo – precisano – vogliamo ridefinire il concetto
stesso di montanità non più solo come fattore
altimetrico, ma portando in evidenza il disagio di chi vive nelle
aree montane più marginali”.
“In
questo ragionamento è evidente che i Comuni in provincia di
Gorizia che erano indicati come appartenenti alle Comunità
montante, in questa nuova visione della montagna non potranno essere
considerati tali”.
