Ciriani: “Inaccettabile la chiusura della Weissenfels Traction”

La prospettiva di chiusura dello stabilimento a Fusine della
Weissenfels Traction è inaccettabile per l’Amministrazione
regionale. Lo ha dichiarato oggi il vicepresidente del Friuli
Venezia Giulia, Luca Ciriani, a margine dell’incontro convocato
con sindacati e proprietà alla presenza del sindaco di Tarvisio,
Renato Carlantoni.

In questo caso, è stato rilevato, la posizione di Regione e
Comune coincide con quella dei sindacati. Chiudere la produzione
delle catene pesanti (destinate a sgombraneve e mezzi forestali)
a Fusine rappresenta una situazione non accettabile, da un lato
per il tessuto occupazionale del Tarvisiano e dall’altro per
l’imponente impegno garantito all’imprenditore Zanetti negli
ultimi cinque anni in funzione del difficile recupero del marchio
e dell’azienda dal precedente fallimento.

"Nel corso dell’incontro – ha detto Ciriani – abbiamo chiesto
alla proprietà chiarimenti sull’annunciata scelta di chiusura
dello stabilimento. Zanetti deve a questa Amministrazione grande
chiarezza e impegno. Per questo motivo, dopo aver considerato
inaccettabile la chiusura dello stabilimento Weissenfels Traction
a Fusine, abbiamo scelto di riconvocare un incontro tra qualche
settimana, al fine di valutare una diversa proposta che
garantisca il mantenimento di marchio e produttività sul
territorio regionale e in particolare nel Tarvisiano".

Il lungo incontro ha messo di fronte proprietà della Weissenfels,
che aveva annunciato la chiusura dello stabilimento che conta a
oggi 35 dipendenti, i sindacati e il sindaco di Tarvisio, con la
Regione nel ruolo di coordinamento.

Dalla proprietà è emerso che il settore delle catene pesanti non
rappresenta un mercato profittevole e da qui la volontà di
chiudere la produzione. "Il tempo dato alla proprietà – ha
concluso il vicepresidente – serve per rivedere strategie e dati
elaborando una soluzione accettabile, ferma la nostra
disponibilità a sostenere la produzione e l’occupazione nel
Tarvisiano".