Il Consorzio di Collina guarda al futuro
Riordino fondiario, definizione della proprietà della
Latteria, ultimazione delle ristrutturazioni di Casera
Moraretto, di Casera Plumbs e del Rifugio Tolazzi,
collegamento viario Malga Moraretto-Rifugio Marinelli-Malga
Plotta, revisione dello statuto per l’accoglienza di nuovi
Consorti: sono questi gli ambiziosi obiettivi che il nuovo
Consiglio di amministrazione del Consorzio di Collina si
prefigge di realizzare entro il 2013.
Il programma è stato presentato ed approvato nella recente
assemblea di marzo, che ha rinnovato la fiducia al
presidente Remo Tamussin. Insieme a lui collaborerà una
squadra di giovani, in gran parte rinnovata e composta da
Flavio Tamussin, vicepresidente, e dai consiglieri Gino
Caneva, Tiziano Mazzocoli, Adel Potossi, Antonio Tamussin e
Pier Umberto Tolazzi. Ines Caneva, prima donna a far parte
dell’amministrazione del Consorzio nei suoi duecento anni
di storia, è stata confermata segreteria. A fianco ad
essi, opereranno i tre membri del collegio dei sindaci
Adriana Gortana, Aurora Gerin e Ivan Tamussin.
«Continueremo ad impegnarci con determinazione e
perseveranza – assicura Remo Tamussin, che da 12 anni è
alla guida dell’amministrazione – affinché il nostro
Consorzio recuperi definitivamene l’importanza sociale ed
economica che ha avuto nei suoi duecento anni di vita».
La Proprietà collettiva di Collina e Collinetta (ove
attualmente vivono un centinaio di abitanti) possiede 693
ettari di territorio, in comune di Forni Avoltri, alle
pendici del monte Cogliàns. Di questi, 220 ettari sono
boschi e 174 pascoli, con i noti compresori malghivi di
Moraretto e Plumbs. Fra le proprietà del Consorzio,
rientra pure il noto Rifugio alpino Tolazzi.
«La nostra Comunione familiare, ufficialmente riconosciuta
dalla Regione che nel 2002 le ha attribuito personalità
giuridica mediante la legge 3/1996, rappresenta tutte le
famiglie del paese. Non è in competizione con nessuna
istituzione – chiarisce il presidente – ed anzi intende
continuare la collaborazione da tempo avviata con Comune,
Comunità montana, Provincia e Regione per favorire lo
sviluppo locale. Nessuno più di noi conosce le necessità
del nostro territorio e della nostra gente e per questo
vogliamo confrontarci con tutti e cogliere insieme tutte le
opportunità offerte dalle leggi e dai finanziamenti
previsti per il settore agricolo e per quello turistico».
Per sviluppare la propria azione di valorizzazione del
patrimonio collettivo e di rivitalizzazione della comunità
(i cui primi risultati hanno cominciato a concretizzarsi con
il ritorno di alcune famiglie giovani, con figli in tenera
età, con un recupero di territorio attraverso la presenza
costante di due aziende zootecniche nelle malghe del
Consorzio e con la creazione da 5 a 6 posti di lavoro
stagionali), la Comunione familiare di Collina intende
avviare un grande intervento di riordino fondiario, secondo
i dettami della legge regionale 16/2006.
«Le motivazioni economiche e razionali che, fra 1860 e
1871, avevano suggerito alla “Visinanço” di
suddividere fra le famiglie del paese una parte dei propri
terreni, per favorire l’attività agricola e
l’allevamento attraverso la fondazione di aziende agricole
private, oggi sono cessate completamente – dichiara il
presidente Tamussin –. L’abbandono generalizzato
dell’agricoltura e il frazionamento fondiario determinato
dalle successioni ereditarie ha reso il territorio
praticamente inutilizzabile, con conseguenze insostenibili
per un’attività agricola innovativa e per la cura stessa
dell’ambiente. Per ciò, il Consorzio propone alla nostra
gente che le terre abbandonate vengano restituite
all’antico proprietario collettivo. Quando avremo
riformato anche il nostro statuto, saremo in grado di aprire
le porte a nuovi Consorti e di avviare progetti comunitari e
attività di sviluppo agro-silvo-pastorale moderne».
Presto, ai soci tradizionali del Consorzio (all’assemblea
attualmente partecipano 44 capifamiglia), saranno aggregati
anche soci benefattori (che contribuiscono alla crescita
sociale ed economica della comunità) e soci non residenti
che, pur non originari, avendo acquistato un immobile a
Collina o a Collinetta, si potranno guadagnare
l’associazione offrendo 24 giornate di lavoro al
Consorzio.
Ma fra le aspirazioni di tutta la comunità, viene ancor
prima la sospirata definizione della proprietà della
storica Latteria sociale. Nel giro di breve tempo, la
neoeletta Commissione spera di restituirla alla legittima
proprietà di Collina, mediante un regolare titolo di
proprietà in capo al Consorzio.
Se, infine, la crisi non pregiudicherà completamente
l’afflusso di finanziamenti pubblici, previsti dalle leggi
regionali a favore dell’agricoltura e del turismo, la
neonominata “Cumission” assicura, entro il 2013, il
rifacimento definitivo del tetto di Casera Moraretto
(distrutto dalle slavine dell’inverno 2008),
l’adeguamento alle nuove norme degli impianti del Rifugio
Tolazzi e la ristrutturazione di Malga Plumbs, per renderla
adeguata anche all’attività agrituristica. «E
naturalmente continueremo a coltivare i nostri boschi –
aggiunge Remo Tamussin – sulla scorta del nostro Piano
economico che stabilisce un prelievo di legname di 250-300
metri cubi all’anno».
