Primo bilancio per lo sportello “Salute a tutti” di Gemona

Relazione intermedia – Progetto “Salute a tutti

Da
oltre due mesi è in attività a Gemona del Friuli lo
sportello sperimentale “Salute a tutti”, inaugurato il 29
gennaio, frutto di una partnership fra Provincia di Udine (soggetto
finanziatore), Comune di Gemona del Friuli (soggetto proponente e
cofinanziatore) e Azienda per i Servizi Sanitari n. 3 Alto Friuli
(titolare delle funzioni) ed possibile tirere alcune somme sullo
start dell’ attività. Lo sportello è stato
inizialmente pubblicizzato tramite manifesti e dépliants,
distribuiti ai medici di medicina generale ed agli operatori
socio-sanitari, nonché i nei punti dove si verifica un
afflusso di immigrati più cospicuo (stazione ferroviaria di
Gemona del Friuli, autostazione, supermercati, centri commerciali,
scuole ecc.). Inoltre, sono stati informati per lettera tutti i
possibili stakeholders, ovvero gli organi di sicurezza, le
organizzazioni di volontariato, le strutture ospedaliere, i
dipartimenti sanitari ed i servizi sociali tramite i loro dirigenti.

Una
lettera di annuncio di apertura dello sportello con una breve
descrizione dello stesso è stata inviata a tutte le famiglie
immigrate residenti a Gemona; inoltre, si è proceduto alla
distribuzione di dépliants in lingua macedone e rumena (le due
nazionalità immigrate più presenti sul territorio
comunale), per facilitare la comprensione del servizio offerto. Le
maggiori testate giornalistiche locali hanno dedicato un articolo
per segnalare l’iniziativa dello sportello, così come il
settimanale nazionale “Panorama della Sanità”; anche il
sito internet di Infoanziani e
www.friul.net
hanno tempestivamente segnalato l’apertura dello sportello.

In
regione” spiega la dottoressa Stefania Marchetti, referente del
progetto “ dati statistici confermano una presenza sempre crescente
di popolazione immigrata, con una netta predominanza delle
popolazioni dell’Est Europa o della vicina area balcanica; il dato
che invece discosta dal trend nazionale è quello
relativo alla comunità bengalese, che si concentra nell’area
del monfalconese mentre è molto più dispersiva nel
resto d’Italia.” Le dieci nazionalità più presenti
in regione si distribuiscono nel modo seguente (dati aggiornati al
31.12.2008):

Paese

Totale
presenti

Romania

16.919

Albania

12.716

Serbia

9.330

Ghana

4.864

Croazia

4.746

Ucraina

3.840

Bosnia-Erzegovina

3.814

Marocco

3.652

Macedonia

3.567

Bangladesh

2.595

Lo
sportello segue una duplice modalità d’apertura, in modo da
garantire una disponibilità per l’utenza due volte a
settimana e una continua formazione dell’operatore. Pertanto, due
volte a settimana viene attivata la modalità di front-office,
ovvero di ricezione del pubblico e di ascolto (e relativa risposta)
delle richieste degli utenti (il mercoledì dalle 15 alle 17 e
il venerdì dalle 9 alle 11) presso la sede della Casa per
l’Europa, mentre una volta a settimana, si ha un’attività di
back-office, in cui si fa continua formazione.

Presenze
e sull’afflusso di utenti: dal 29 gennaio sono state circa 25 le
presenze registrate: la maggior parte degli utenti sono donne, molto
spesso badanti o collaboratrici domestiche, provenienti dalla
penisola balcanica, che si sono informate per loro stesse o per
parenti riguardo all’iscrizione al sistema sanitario nazionale,
oppure per conoscere i diritti a cui dà accesso il tesserino
STP (Straniero Temporaneamente Presente). Nessuna richiesta (nemmeno
di informazioni) è pervenuta per il tesserino ENI (Europeo non
Iscritto).

In
linea generale” prosegue la dottoressa Marchetti” dalle richieste
finora pervenute, si può affermare che se la prima domanda ha
riguardato l’area sanitaria, di solito questa è stata
seguita da richieste relative ad eventuali offerte di lavoro, che
risultano essere in ogni caso il primo motivo di preoccupazione anche
per giustificare la loro presenza come immigrati in Italia e per
portare a termine con successo il loro progetto migratorio, visto che
le famiglie che lasciano nel loro paese di origine contano sempre più
sulle rimesse che queste donne mandano ai familiari. Inoltre, in più
di qualche occasione, gli utenti sentono la necessità di
informarsi circa i documenti che i loro familiari necessitano per
entrare regolarmente in Italia.

La
difficoltà che si riscontra, invece, è quella di
“agganciare” l’utente per un ritorno: tranne in un solo caso,
tutti gli ingressi allo sportello sono stati unici, nel senso che
l’utente non è mai ritornato. Lo sportello si sta
dimostrando pertanto utile non solo per monitorare la situazione
degli stranieri presenti sul territorio comunale, ma anche per
capire, almeno in piccola parte, quali sono le esigenze cui si deve
saper rispondere, in modo da facilitare la mediazione e cercare di
ridurre le distanze sociali che possono venire a crearsi.”