PAULARO- Scuola, incontro con l’assessore Antonaz
La costituzione di un gruppo di lavoro che
possa elaborare in tempi brevi proposte adatte per rivedere la
legge che prevede incentivi per gli insegnanti dell’area montana;
verificare gli effetti locali che produrrà l’assunzione di 160
mila precari in tutta Italia, prevista dalla Finanziaria dello
Stato; avviare assieme alle altre Regioni interessate dal
problema dell’avvicendamento degli insegnanti nelle scuole di
montagna un’azione rivolta al Governo.
Questa la ricetta che l’assessore regionale all’Istruzione e
Cultura, Roberto Antonaz, ha individuato al termine di un
incontro che ha avuto venerdì a Paularo, nella sede municipale, con la
giunta comunale, con i membri del consiglio d’istituto, e con i
rappresentanti del comitato costituito tra i genitori degli
alunni delle scuole locali per protestare contro la mancanza di
continuità degli incarichi al personale docente e, quindi, contro
le carenze del sistema formativo della vallata.
Com’è stato evidenziato in apertura della riunione dal
vicesindaco, Ottorino Faleschini, a Paularo su tredici
insegnanti, dodici sono precari.
Ciò, ha poi sottolineato il dirigente scolastico Pasquale
D’Avolio, che è anche assessore comunale all’istruzione,
impedisce di avviare progetti formativi adeguati. Ma non consente
neppure di concretizzare i programmi estesi a più anni
scolastici, che il locale istituto comprensivo potrebbe invece
prevedere a vantaggio degli allievi.
Nonostante l’attuale inadeguatezza lamentata nei confronti
dell’istruzione primaria, a Paularo, come ha ricordato il
parroco, don Titta Del Negro, negli ultimi tempi si sono laureati
in media tre giovani l’anno, mentre, attualmente, frequentano
l’università ben venti abitanti della località carnica.
Ma i problemi loro sottoposti, come hanno evidenziato Antonaz e
Bruno Forte, consulente della Regione per l’Istruzione, sono
analoghi a quelli che riguardano milioni di famiglie in Italia,
nelle aree montane come in quelle insulari.
Peraltro, ha detto Antonaz, la legge regionale che prevede
incentivi per l’insegnamento in montagna non ha sortito gli
effetti sperati.
Ecco dunque, che, con la disponibilità già espressa
dall’assessore regionale alle Risorse Agricole, Naturali,
Forestali e Montagna, Enzo Marsilio, occorre rivedere tale
strumento. E per farlo sarà costituito un apposito gruppo di
lavoro, del quale faranno parte i rappresentanti dei due referati
dell’Amministrazione (Istruzione e Montagna), nonché gli
esponenti dell’Ufficio scolastico regionale e delle parti
sociali. Esso dovrà elaborare una proposta di modifica alle norme
di settore esistenti, che potrebbe riguardare anche le
agevolazioni per l’alloggio.
Antonaz si è compiaciuto per l’iniziativa della comunità di
Paularo, utile perchè consente di stimolare le istituzioni,
specialmente statali, sulle gravi difficoltà della scuola in
montagna, e ha detto che una riunione sulle stesse tematiche era
stata programmata dalla Regione con tutte le realtà della
montagna del Friuli Venezia Giulia.
Egli ha poi soggiunto che la scuola è un elemento fondamentale
per le vallate, come per ogni altra comunità, in quanto crea
cultura, ma soprattutto costituisce un freno all’abbandono del
territorio.
Per il rilancio della montagna, dunque, secondo l’assessore
occorre sì puntare su uno sviluppo industriale ecocompatibile,
nonché al rilancio dell’artigianato, del turismo, delle ricchezze
paesaggistiche; ma occorre dare spazio agli investimenti sulla
cultura.
"La Regione – ha precisato – condivide dunque l’allarme lanciato
dalla gente di Paularo e dalle sue istituzioni, attende di vedere
se la regolarizzazione degli insegnanti precari concorrerà a
risolvere i problemi dell’istruzione in montagna, ma nel contempo
interverrà in sede di commissione paritetica Stato-Regione e nel
contesto della Conferenza Stato-Regioni, affinchè vengano
individuate ipotesi risolutive al problema".
Problema, ha ribadito, che riguarda un’ampia porzione del
territorio italiano.
