Imposta di soggiorno, Confcommercio scrive al sindaco di Tarcento: «Non oltre un euro e solo per due notti»
Un tetto massimo di un euro a persona per notte, riscossione limitata ai primi due giorni di soggiorno ed esenzione per chi pernottamenti per motivi di lavoro. Sono le principali richieste che Confcommercio e Federalberghi Udine mettono nero su bianco in una lettera inviata al sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, in merito alla prevista introduzione dell’imposta di soggiorno.
A firmare il documento sono Renata Lirussi, presidente del mandamento Confcommercio della Tresemane, ed Enrico Guerin, presidente di Federalberghi Udine. Le due rappresentanze esprimono la preoccupazione delle imprese ricettive locali e ribadiscono la contrarietà a un’imposta che, in un territorio dalla dimensione e dalla vocazione turistica circoscritte, rischia di produrre più adempimenti e costi che benefici.
«Non siamo contrari a priori a investire sul turismo, ma riteniamo che un’imposta di soggiorno abbia senso soltanto se inserita in un progetto più ampio, condiviso con i Comuni limitrofi. Non possiamo chiedere alle poche strutture ricettive di sostenere un nuovo onere senza sapere quali interventi concreti verranno realizzati e quale ritorno ci sarà per il territorio», sottolinea Lirussi. «Un’applicazione limitata a Tarcento rischierebbe inoltre di creare disparità rispetto alle strutture dei Comuni confinanti».
Nella lettera si chiede che il raccordo sovracomunale e la destinazione delle risorse siano inseriti nel regolamento. Tra le altre tutele proposte, l’esenzione per lavoratori in trasferta, bambini fino a 12 anni, persone con disabilità non autosufficienti e accompagnatori, personale delle forze dell’ordine e dei servizi di soccorso. Sollecitata inoltre una deroga per tutto il 2027 ai contratti aziendali già stipulati, oltre a misure per compensare i costi amministrativi e informatici a carico delle strutture e regole chiare per il turismo itinerante.
«L’obiettivo è individuare una soluzione sostenibile per le imprese, senza rinunciare al confronto con l’amministrazione», aggiunge Guerin. Le associazioni chiedono quindi un tavolo urgente prima dell’approvazione definitiva del regolamento.
