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A Enemonzo una serata dedicata alla grande alluvione del 1966

Sono trascorsi sessant’anni dalla Grande Alluvione che, tra il 3 e il 4 novembre 1966, colpì una vasta area del Centro e del Nord Italia. Tutti hanno presente le drammatiche immagini dell’Arno che scorre nelle vie di Firenze, causando vittime e danni inenarrabili al patrimonio culturale e artistico, o la prima “acqua granda” che allagò Venezia, ma anche nella montagna friulana e nel vicino Bellunese ci furono danni gravissimi.

In Carnia, in particolare, ci furono una decina di vittime, sette delle quali nella sola Forni Avoltri, dove il Sindaco Riccardo Romanin, assieme a un tecnico e due operai, fu inghiottito da una voragine apertasi sul ponte del Degano, mentre sulla sua auto si apprestava a recare soccorso alla popolazione. Ingentissimi anche i danni materiali: frane, case distrutte, ponti crollati, strade interrotte, paesi, privi di  acqua e corrente elettrica, rimasti isolati per giorni, attività produttive spazzate via, borghi evacuati o destinati ad essere abbandonati per sempre. 

Il circolo Legambiente della Carnia e il Comitato per la Tutela delle Acque del Bacino Montano del Tagliamento hanno programmato per le prossime settimane una serie di iniziative, con lo scopo non solo di ricordare quei fatti, ma anche di informare sulle loro cause, riflettere sulla situazione attuale e agire. Ogni incontro avrà un taglio particolare, in modo da approfondire l’argomento da diversi punti di vista.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre, con inizio alle ore 20.15, presso il Centro sociale di Enemonzo, in via Nazionale. Verranno proposte, tra l’altro, delle immagini d’epoca, come quelle sulla frana che portò all’evacuazione di un centinaio di abitanti di Esemon di Sotto e quelle delle vie di Invillino invase dalle acque del Tagliamento.
Relatore principale della serata sarà Marco Virgilio, meteorologo e divulgatore scientifico, che parlerà degli eventi estremi nel Bacino del Tagliamento e delle prospettive alla luce della crisi climatica.