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VIDEO – Montagna, primi segnali contro lo spopolamento. Fedriga: «Garantire il diritto a restare»

Collegamenti viari, connettività digitale, accessibilità ai servizi e incentivi fiscali per sostenere chi sceglie di vivere nelle aree interne e montane. Sono questi alcuni degli strumenti messi in campo dal Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle politiche per il “right to stay”, il diritto a restare nei territori contrastando lo spopolamento.

Il tema è stato affrontato oggi a Firenze nell’ambito del Festival delle Regioni in corso, durante uno dei panel di lavoro al quale hanno partecipato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

“Negli ultimi anni – ha osservato Fedriga – si è registrato un fenomeno in controtendenza che, pur partendo da numeri ridotti, ha iniziato a invertire lo spopolamento della montagna. Non possiamo però tutelare la qualità della vita soltanto nelle grandi città e nelle metropoli, lasciando i piccoli centri in una condizione di abbandono”. Per il governatore, il primo nodo da affrontare è quello infrastrutturale. “Dobbiamo garantire collegamenti viari adeguati e una connettività digitale che consenta di lavorare anche al di fuori dei grandi agglomerati urbani”. A questo si aggiunge il tema dei servizi, che devono essere realmente accessibili ai cittadini. “Questo non significa avere ogni presidio sotto casa in ciascun Comune – ha precisato -, ma assicurare la possibilità concreta di usufruirne. Penso in primo luogo alla sanità, che deve avere una presenza capillare sul territorio”. Sul versante degli strumenti di sostegno, Fedriga ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia sta già intervenendo con “incentivi di natura fiscale rivolti a chi sceglie di vivere e rimanere nelle aree interne e nelle zone montane, provvedimento che, in 4 anni, ha prodotto una inversione di tendenza pari al 2 per cento. Il nostro obiettivo è quello di mettere in rete le diverse possibilità a disposizione, in una visione di coordinamento condiviso con più istituzioni, facendo diventare così ogni azione più efficace in una prospettiva di lungo periodo”.

Il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia nel corso della giornata di lavori si è quindi soffermato sul tema delle dipendenze digitali tra i giovani insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Informazione e coinvolgimento di scuola e famiglia, secondo Fedriga, rappresentano il primo livello di intervento. “Serve maggiore consapevolezza dei rischi – ha evidenziato -. Non parliamo soltanto di un calo nel rendimento scolastico, ma anche di situazioni di vero isolamento sociale, con ragazzi e ragazze che si chiudono nella propria stanza e perdono progressivamente i rapporti con gli altri”. Fedriga ha ribadito anche la propria proposta, definita dallo stesso governatore “forte”, di introdurre un divieto di utilizzo degli smartphone sotto i 14 anni come misura di forte impatto comunicativo nei confronti delle famiglie. “Il problema non è un utilizzo limitato e controllato – ha spiegato -, ma la disponibilità continua del dispositivo, 24 ore su 24, che può favorire lo sviluppo della dipendenza”.

In chiusura, il governatore ha ricordato che al termine delle due giornate del Festival sarà predisposto un documento che confluirà nei lavori della Conferenza delle Regioni e sarà tradotto in proposte concrete da sottoporre al Governo. “La Conferenza – ha sottolineato Fedriga – non svolge soltanto una funzione consultiva, ma esprime anche intese vincolanti per il Governo. Porteremo all’attenzione dell’esecutivo istanze che arrivano da tutti i territori, riuscendo a costruire una sintesi unitaria che supera le divisioni partitiche e rappresenta le esigenze dell’intero Paese”.