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Stefano Mazzolini: «Agli studenti della montagna dobbiamo garantire un servizio di trasporto adeguato»

Nuovo intervento sulle criticità del trasporto pubblico scolastico che interessa le vallate montane del territorio. A prendere posizione dopo le numerose segnalazioni arrivate dalle famiglie della Valcanale, del Canal del Ferro e della Carnia è Stefano Mazzolini, vicepresidente del Consiglio regionale. Al centro delle proteste ci sono le condizioni di viaggio degli studenti diretti quotidianamente verso gli istituti superiori di Tolmezzo e Gemona, costretti ad affrontare tragitti di diversi chilometri su corriere sovraffollate o a rischiare di restare a terra a causa dei mezzi già saturi.

Stefano Mazzolini

Mazzolini ha sottolineato come la sicurezza dei ragazzi e la tranquillità dei genitori debbano rimanere prioritarie, evidenziando che per chi vive nelle aree più periferiche non esistono alternative al trasporto pubblico: perdere una corsa significa accumulare ritardi a scuola o dover attendere a lungo per fare rientro a casa. Pur comprendendo le difficoltà organizzative di Arriva Udine e la generale carenza di autisti che interessa il settore, il vicepresidente ha ricordato gli strumenti messi in campo dalla Regione per rispondere al problema.

Per il 2026 l’amministrazione regionale ha infatti destinato complessivamente 450mila euro alla formazione di nuovi conducenti: 350mila euro dedicati al conseguimento della Carta di qualificazione del conducente e 100mila euro stanziati per un bando specifico sul trasporto pubblico locale, che offre contributi fino a 4mila euro per chi intende intraprendere la professione. I termini per la presentazione delle domande per quest’ultimo bando sono stati riaperti fino al 10 novembre.

Accanto alle risposte strutturali a lungo termine e alla già attiva riduzione del 50% sul costo degli abbonamenti scolastici, Mazzolini sollecita risposte immediate per tamponare l’emergenza corrente. La richiesta indirizzata ai gestori del servizio è quella di verificare tempestivamente il numero effettivo di studenti presenti sulle singole tratte e valutare un adeguamento del numero di corse e dei mezzi negli orari di punta, affinché la residenza nelle vallate montane non si traduca in uno svantaggio per gli studenti del territorio.