Case popolari, investimenti milionari per la riqualificazione: interventi a Osoppo, Fagagna e San Daniele
Nuovi investimenti per riqualificare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica in Friuli Venezia Giulia, con interventi che interesseranno anche l’Alto Friuli e il Friuli collinare. Osoppo, Fagagna, San Daniele del Friuli, Tarcento e Nimis figurano infatti tra i Comuni coinvolti nel programma di efficientamento energetico degli alloggi Ater, finanziato attraverso il piano europeo RepowerEU e risorse pubbliche integrative.
Il punto sugli interventi è stato fatto oggi a Udine, durante la conferenza regionale delle Ater, alla quale ha partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, insieme ai presidenti e ai direttori delle aziende territoriali per l’edilizia residenziale del Friuli Venezia Giulia.
Per Ater Udine il programma complessivo interessa 24 fabbricati e 480 alloggi, con affidamenti per oltre 47 milioni di euro. Gli interventi sono suddivisi in tre lotti, distribuiti in numerosi Comuni della provincia.
Particolare interesse per il territorio dell’Alto Friuli e del Friuli collinare riveste il terzo lotto, che comprende 11 fabbricati e 146 alloggi, per un investimento di quasi 15 milioni di euro. Oltre a Osoppo, Fagagna e San Daniele del Friuli, sono coinvolti Codroipo, Pasian di Prato, Reana del Rojale, Martignacco, Nimis e Remanzacco.
Tarcento rientra invece nel secondo lotto, che interessa complessivamente sette fabbricati e 202 alloggi, per un valore superiore a 18 milioni di euro. Gli altri Comuni coinvolti sono Cervignano del Friuli, Pocenia, Terzo di Aquileia, Torviscosa e Udine.
Il primo lotto, da quasi 14 milioni di euro, comprende sei fabbricati e 132 alloggi nei Comuni di Udine, Mortegliano, Pocenia e Fiumicello-Villa Vicentina.
L’obiettivo è ridurre i consumi energetici degli edifici e migliorare le condizioni abitative degli inquilini, intervenendo su un patrimonio immobiliare che, in molti casi, necessita di importanti opere di ammodernamento.
«Stiamo lavorando su più fronti per migliorare la qualità e l’efficienza energetica del patrimonio abitativo pubblico – ha dichiarato Amirante –. RepowerEU è un tassello importante, che si affianca alle risorse regionali e agli altri programmi di investimento, con l’obiettivo di garantire edifici più efficienti e alloggi più confortevoli per le famiglie».
Il programma prevede una copertura di circa il 40% dei costi attraverso RepowerEU, alla quale si aggiunge un ulteriore 20% tramite il Gestore dei servizi energetici. La quota restante viene sostenuta attraverso risorse di bilancio, con un contributo regionale distribuito su un periodo compreso tra 10 e 20 anni, a seconda della tipologia contrattuale adottata dalle Ater.
Un altro tema centrale riguarda il recupero degli alloggi attualmente sfitti, che non possono essere assegnati perché necessitano di lavori di ristrutturazione. Una situazione che incide sulla disponibilità di abitazioni pubbliche, anche nei territori dove la domanda di alloggi a canone sostenibile rappresenta un’esigenza importante.
«Il recupero degli alloggi è una priorità: molti appartamenti vengono restituiti dopo decenni di utilizzo e necessitano di interventi importanti, che possono arrivare fino a 60mila euro per singola unità», ha spiegato l’assessore. Gli investimenti, ha aggiunto, permetteranno di rendere nuovamente disponibile un patrimonio immobiliare oggi temporaneamente inutilizzabile.
Sul fronte delle risorse, la Regione ha ricordato gli stanziamenti già destinati al ripristino degli appartamenti: 18 milioni di euro nel 2024 e 14 milioni nel 2025. A questi si aggiungeranno 16 milioni di euro di fondi Pr-Fesr per interventi di efficientamento energetico legati al social housing, programmati per il periodo 2027-2030.
Il piano regionale coinvolge anche le altre Ater: a Pordenone sono previsti interventi su 364 alloggi per oltre 34 milioni di euro, a Trieste su 481 alloggi distribuiti in 21 stabili e a Gorizia su 243 alloggi per oltre 35 milioni di euro. Per il primo lotto di Ater Pordenone, pur giudicato meritevole, le risorse non risultano attualmente disponibili.
Resta la questione dei tempi di realizzazione. I cantieri possono richiedere anche quattro anni, con conseguenze sulla disponibilità immediata degli appartamenti. L’obiettivo della Regione è però quello di incrementare progressivamente il numero di abitazioni assegnabili.
«È importante leggere correttamente i dati sugli alloggi sfitti, distinguendo le situazioni di effettiva indisponibilità da quelle legate a lavori in corso – ha concluso Amirante –. Con la conclusione degli interventi avremo una progressiva restituzione degli appartamenti al sistema abitativo pubblico, con effetti sempre più significativi a partire da quest’anno e un’accelerazione attesa verso il 2030».

