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Pendolarismo e home office tra Friuli e Carinzia: a Tarvisio il punto del Consiglio sindacale interregionale

Mobilità, conciliazione vita-lavoro e home office sono tra le principali sfide attuali del mercato del lavoro nel territorio tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia. “Un territorio – spiega la presidente del Consiglio Sindacale interregionale Fvg-Carinzia, Mariateresa Bazzaro – che negli anni ha visto una crescita costante di lavoratori transfrontalieri, specialmente delle zone montane del Friuli Venezia Giulia che si muovono verso la Carinzia, e che interessa in particolare i settori del manifatturiero ad alta intensità tecnologica, la ricerca e lo sviluppo e il comparto del turismo”.
Il quadro è stato tracciato oggi a Tarvisio, in occasione del trentennale del Consiglio Sindacale Interregionale Friuli Venezia Giulia-Carinzia, che riunisce i principali sindacati italiani del Friuli Venezia Giulia (CGIL, CISL e UIL) e della Carinzia (ÖGB).
“Lo spostamento dal Friuli Venezia Giulia alla Carinzia, e viceversa, ed in particolare quello che interessa la tratta Udine-Villacco, risulta un nodo cruciale che impatta enormemente sulla vita dei lavoratori e anche sulla conciliazione vita-lavoro, che tra i lavoratori transfrontalieri di questo territorio è una questione tutt’altro che femminile – prosegue Bazzaro -. Infine, la gestione del home-office tra dipendenti italiani e colleghi austriaci rappresenta una delle nuove sfide richiamate dal lavoro transfrontaliero, all’interno del delicato equilibrio tra diritto del lavoro, sicurezza sociale e regimi fiscali dei due Paesi, e nella cornice dell’Accordo Quadro Europeo sullo smart working tranfrontaliero, sottoscritto anche da Italia e Austria”.
“Le sfide sono emerse nell’ambito dell’attività di monitoraggio transfrontaliero svolte da CSI FVG- Carinzia, che, si auspica, diventino oggetto di una contrattazione di III livello in un’ottica di integrazione dei mercati del lavoro tra le due zone di confine – conclude Bazzaro -. L’attività di monitoraggio del CSI ha infatti tra le sue finalità anche quella di di creare un vero e proprio osservatorio del mercato del lavoro transfrontaliero tra le due regioni confinanti, seguendo il percorso già avviato con il progetto EURADRIA sul versante italo-sloveno, che può far così diventare il Friuli Venezia Giulia un esempio in Europa”.