Confcooperative FVG guarda al 2030 tra crescita, innovazione e territorio
Si è tenuto a Palazzo Florio a Udine il convegno “Cooperare al futuro – Confcooperative FVG verso il 2030”, promosso da Confcooperative Friuli Venezia Giulia per tracciare un bilancio del decennio trascorso e analizzare le prospettive di sviluppo e di stabilità del movimento cooperativo regionale.
I dati illustrati dal segretario generale Nicola Galluà attestano un incremento strutturale nell’ultimo decennio: gli addetti delle cooperative associate sono passati dai 19.922 del 2015 ai 26.627 del 2025, segnando un aumento del 34%, mentre il valore della produzione è cresciuto da 918 milioni a 1,249 miliardi di euro (+36%). Nel complesso, l’organizzazione raccoglie 487 cooperative e 68.385 soci, generando tra il 7% e l’8% del PIL regionale. Il presidente regionale Daniele Castagnaviz ha sottolineato la natura anticiclica del comparto, capace di mantenere trend positivi pur affrontando uno scenario segnato da instabilità geopolitica e dal rincaro delle materie prime che, nell’estate 2026, ha interessato il 58% delle imprese associate.
Nel corso dei lavori sono intervenuti i rappresentanti delle quattro Federazioni di settore per illustrare priorità e criticità specifiche. Per la cooperazione sociale, il presidente di Confcooperative Federsolidarietà FVG Luca Sibilla ha richiamato l’attenzione sulla carenza organica di personale sanitario e assistenziale, stimando un fabbisogno di almeno 400 OSS e 200 educatori nei servizi domiciliari, nei centri diurni e nelle strutture residenziali. Sibilla ha inoltre evidenziato il valore dell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, ricordando come gli investimenti pubblici nella cooperazione sociale generino un ritorno economico e sociale netto per la collettività.
Sul fronte agroalimentare e della pesca, il presidente Armando Spagnolo ha rimarcato la funzione di tutela svolta dalle cooperative agricole a favore dei produttori contro la volatilità dei prezzi di mercato e i cambiamenti climatici. Spagnolo ha sollecitato interventi urgenti per la gestione delle emergenze nel settore della pesca, indicando tra le priorità l’accelerazione sulle tecnologie gestionali, la formazione manageriale e il ricambio generazionale. Per il settore cultura, turismo e sport, il presidente Federico Mansutti ha evidenziato l’espansione del comparto, i cui ricavi complessivi sono raddoppiati in un quinquennio con una previsione di oltre 60 milioni di euro per il 2026, indicando la necessità di consolidare le strutture organizzative, superare la frammentarietà delle professioni tecniche e valorizzare il modello degli alberghi diffusi. Infine, per l’ambito lavoro e servizi, Andrea Pozzo, in rappresentanza del presidente Maurizio Era, ha rimarcato l’eterogeneità delle imprese aderenti – dall’edilizia alla logistica, fino alla ristorazione e ai servizi ambientali – chiedendo strategie di tutela contrattuale negli appalti pubblici volte a contrastare la concorrenza basata unicamente sulla riduzione del costo del lavoro.
L’incontro ha inoltre approfondito l’integrazione con il mondo accademico attraverso il contributo della professoressa Elena D’Orlando, delegata del Rettore dell’Università di Udine per i rapporti con il territorio. D’Orlando ha presentato il progetto “Sistema Friuli” e l’inserimento delle cooperative nelle “Officine” dell’ateneo per favorire uno scambio di competenze tra ricerca scientifica e operatività aziendale, prospettiva accolta dal presidente Castagnaviz per la definizione di accordi strutturati nel prossimo quadriennio.
