Commercio, la proposta di Tolmezzo Futura per rilanciare il centro
La chiusura della Boutique della Pelle, dopo 65 anni di attività, riaccende il dibattito sul futuro del commercio a Tolmezzo. A intervenire è il gruppo consiliare Tolmezzo Futura, con Marco Craighero, che parla di «un ulteriore grave colpo al commercio locale e quindi alla vitalità della città» e accusa l’amministrazione comunale di non aver mai costruito, in questi anni, una strategia complessiva per il centro e per il tessuto commerciale.
Secondo Craighero, la cessazione di attività storiche non rappresenta soltanto un problema economico, ma anche una perdita di servizi, professionalità, relazioni e presidio sociale. «Ogni serranda che si abbassa definitivamente – sostiene – impoverisce la città e rende più fragile il suo centro».
Il gruppo Tolmezzo Futura ricorda di aver sollevato più volte il tema in Consiglio comunale, insieme ai consiglieri Gabriele Moser e Pierpaolo Lupieri e, in precedenza, ad Alice Marchi. Nel mirino finisce anche la scelta urbanistica che ha consentito un nuovo insediamento di media distribuzione, rispetto alla quale il gruppo aveva espresso voto contrario assieme alle altre opposizioni. Una decisione che, secondo Craighero, avrebbe contribuito a spostare ulteriormente il baricentro commerciale lontano dai piccoli esercenti del centro, senza produrre benefici significativi in termini di prezzi, offerta o saldo occupazionale.
Da qui la richiesta di cambiare metodo. Per Tolmezzo Futura la città avrebbe bisogno di una visione urbanistica e commerciale unitaria, non di interventi decisi caso per caso. Prima di consumare nuovo suolo, sostiene il gruppo, occorrerebbe verificare quanto sia possibile riqualificare e valorizzare spazi, immobili e aree già urbanizzate.
La proposta è quella di arrivare a un vero “Piano comunale per il commercio”, costruito insieme alle attività economiche, alle associazioni di categoria e agli altri soggetti interessati. Un piano che parta da una mappatura precisa della situazione: negozi attivi, chiusure degli ultimi anni, locali sfitti, durata degli sfitti, attività mancanti e settori già ampiamente presenti.
Tra le misure indicate ci sono una mappatura pubblica dei locali vuoti, un rapporto più diretto con i proprietari, incentivi rafforzati per favorire nuove aperture e strumenti per ridurre il costo di ingresso per chi vuole avviare un’attività. Tolmezzo Futura chiede inoltre di valorizzare le botteghe storiche, considerate un patrimonio economico e sociale della città.
Per Craighero, commercio, cultura, turismo, mobilità e qualità urbana devono essere affrontati insieme. L’obiettivo, secondo il gruppo, dovrebbe essere quello di rendere Tolmezzo una destinazione riconoscibile e viva durante tutto l’anno, non soltanto in occasione degli eventi principali. In questa prospettiva rientrano anche accessibilità, parcheggi, percorsi pedonali e servizi, elementi ritenuti decisivi per riportare persone in centro.
Tolmezzo Futura riconosce che molte difficoltà del commercio non dipendono direttamente dal Comune: fiscalità nazionale, costo del lavoro, grande distribuzione, commercio online e calo dei consumi richiedono interventi a livelli superiori. Ma, secondo Craighero, questo non può diventare un alibi. Il Comune, sostiene, può comunque rendere più attrattivo il tessuto commerciale locale, sostenere la digitalizzazione delle piccole attività, promuovere campagne per gli acquisti locali, coordinare iniziative comuni tra esercenti e accompagnare le imprese nell’accesso a bandi e microcredito.
Un ruolo importante, secondo il gruppo, dovrà averlo anche il nascente Distretto del Commercio, da utilizzare per recuperare il tempo perso e favorire promozione, collaborazione territoriale ed eventi più coordinati con l’offerta turistica della Carnia.
La proposta finale è l’istituzione di un Tavolo permanente per il commercio e il centro cittadino, con amministrazione, esercenti, associazioni di categoria e soggetti interessati. Un organismo con obiettivi concreti e verificabili, che potrebbe evolvere in una Consulta delle Attività produttive locali, convocata periodicamente.
«Tolmezzo – conclude Craighero – non può permettersi di scoprirsi sempre più povera di negozi, di persone e di vita quotidiana, con un’amministrazione che si limita a prenderne atto una serranda dopo l’altra. Ogni chiusura che passa sotto silenzio è una scelta politica anche quando nasce da una non-scelta: dal non avere una visione, uno strumento, un piano».
