Pomis investe in Carnia: acquisita la storica tenuta Ecomela di Verzegnis
Pomis investe in Carnia per potenziare ed ampliare la propria produzione di trasformati di mela. L’azienda di Chiasiellis di Mortegliano ha infatti acquisito da poco i terreni ed i capannoni dell’ex Ecomela di Verzegnis ed ha già avviato un radicale intervento di rinnovo per dare alla struttura una nuova impronta produttiva.
«Crediamo molto in questo territorio e proprio qui non solo trasferiremo l’intera linea di produzione dei nostri celebri aceti, ma svilupperemo anche nuovi prodotti che si ispirano all’identità della Carnia», dichiara Peter Larcher, titolare dell’azienda assieme alla moglie Denise Cicuto, anticipando i temi della presentazione in programma venerdì 18 settembre a Tolmezzo. Come anteprima della trentesima edizione della Festa della Mela, Pomis ha organizzato alle 18.30 in piazza XX Settembre un evento rivolto a clienti ed operatori del settore. All’incontro parteciperanno, oltre ai sindaci di Tolmezzo Roberto Vicentini e di Verzegnis Andrea Paschini, anche il presidente della Fondazione Agrifood Fvg Piergiorgio Sturlese e l’assessore regionale Stefano Zannier.
«Nella sede di quella che è stata la più antica azienda a produrre succhi di mela in regione – continua Larcher – intendiamo realizzare il primo acetificio in grado di produrre non solo aceto da mele fresche e da sidro, ma anche aceto di mele balsamico invecchiato rigorosamente in botti di rovere. Si tratta di prodotti derivati da mele coltivate esclusivamente in Friuli, oggi molto richiesti dal mercato italiano e soprattutto estero.
Al termine dei lavori di rinnovo, previsti per fine anno, lo stabilimento di Verzegnis sarà in grado di produrre già in una prima fase 160mila bottiglie all’anno (con possibilità di ulteriore potenziamento) .
«Stiamo investendo anche su nuovi prodotti identitari del territorio che possano portare in giro per il mondo il nome di questi luoghi – aggiunge Larcher –. Venerdì presenteremo al mercato il “Rosso di Verzegnis”, un pregiato aceto di mele balsamico che prende il nome dall’altrettanto pregiato marmo estratto dall’omonimo monte».
Pomis ha già pianificato una seconda fase di investimenti: verrà realizzato un frutteto non solo biologico, ma eco-sostenibile in toto, poiché per l’intero impianto da circa 23.400 piante resistenti alle malattie verranno utilizzati esclusivamente materiali riciclabili e non impattanti dal punto di vista ambientale.
«A regime, per questo impianto, stimiamo una capacità produttiva di 3.600 quintali all’anno – conclude Larcher –, destinati alla produzione dell’estratto di mele di montagna che sarà battezzato con il nome di “Verzegnis434”, come la quota altimetrica in cui si trovano le piante».
L’investimento, sostenuto anche dal Progetto Valore Agricoltura della Regione, sarà unico nel suo genere e mirerà a rivalorizzare la frutticoltura carnica.
(nella foto Peter Larcher e Denise Cicuto)
