La tolmezzina Katia Mignogna racconta a New York l’esperienza di Arte e Libro
Portare l’esperienza di Arte e Libro oltre i confini nazionali, per condividere un modello di inclusione lavorativa costruito in oltre quarant’anni di attività. È il significato della partecipazione della cooperativa sociale udinese al seminario “New Horizons for the Inclusion and Well-Being of Persons with Autism”, promosso dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli nella sede dell’Italian Trade Agency (Ice) di New York.
Nel corso del panel “Work Inclusion Meets Talents”, la presidente Katia Mignogna ha raccontato il percorso di una realtà impegnata nell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità attraverso attività, laboratori e collaborazioni con il mondo delle imprese. Un’esperienza che dimostra come l’inclusione possa tradursi in competenze, professionalità e nuove opportunità di crescita. «È stato un onore poter condividere, insieme al ministro Locatelli, il lavoro di Arte e Libro e la storia che siamo riusciti a costruire – sottolinea Mignogna –. Il nostro obiettivo è creare occasioni concrete, nelle quali ogni persona possa esprimere le proprie capacità e trovare il proprio spazio nel mondo del lavoro».
Al centro dell’intervento anche il rapporto con le aziende, chiamate a riconoscere nelle persone con disabilità non soltanto un obbligo normativo, ma risorse da valorizzare. Per Arte e Libro, infatti, l’inserimento lavorativo nasce dall’incontro tra le competenze individuali e le esigenze produttive, attraverso percorsi capaci di accompagnare le persone nella costruzione della propria autonomia.
La missione a New York ha rappresentato un’importante occasione di confronto internazionale, ma anche un riconoscimento per il lavoro quotidiano della cooperativa. Un lavoro che, dalla gestione documentale all’ingegneria di precisione, dall’area medicale fino all’arredo e alla produzione alimentare, mette al centro le capacità delle persone e la possibilità di costruire un futuro più inclusivo. «L’inclusione non è un punto di arrivo, ma un percorso da coltivare ogni giorno – conclude Mignogna –. Condividere queste esperienze significa contribuire a cambiare lo sguardo sulla disabilità e promuovere una cultura nella quale il talento di ciascuno possa trovare riconoscimento e valore».
