Chiusaforte, 50 anni dopo tornano i volontari che aiutarono il paese a rialzarsi
C’è chi arriverà dalla Sicilia, chi dal Veneto, chi da altre zone d’Italia. Alcuni non mettono piede in Val Raccolana da cinquant’anni. Nel 1976 erano ragazzi, scout, militari, alpini, religiosi, operatori sanitari o semplicemente persone che decisero di partire e raggiungere il Friuli terremotato per rendersi utili. Il 12 e 13 settembre alcuni di loro torneranno a Chiusaforte.
È attorno a questo ritorno che il Comune di Chiusaforte ha costruito uno dei momenti centrali delle iniziative per il 50° anniversario del terremoto del Friuli, all’interno di un programma che proseguirà il 19 settembre e che intreccia testimonianze, luoghi, immagini, teatro e musica.
Per Chiusaforte il 6 maggio 1976 rappresenta una cesura profonda. Il Comune fu tra quelli duramente colpiti dal sisma: le rilevazioni macrosismiche documentano effetti distruttivi in diverse località del territorio, tra cui Raccolana, Pezzeit, Roveredo e Villanova. La ricostruzione avrebbe successivamente cambiato il volto di interi nuclei abitati, lasciando però intatta una memoria fatta non soltanto di distruzione, ma anche della straordinaria mobilitazione che seguì.
Per questo, nei mesi scorsi il Comune ha avviato una vera e propria ricerca dei volontari di allora, ricostruendo contatti attraverso associazioni, parrocchie, gruppi scout, reparti militari, archivi e passaparola. L’appello ha fatto riaffiorare storie rimaste sospese per mezzo secolo: persone che ricordano di aver svuotato le case danneggiate, trasportato mobili e materiali, aiutato nei lavori, distribuito ciò che serviva o, semplicemente, trascorso del tempo accanto a famiglie che avevano bisogno di non sentirsi sole.
«L’anniversario non vuole ricordare soltanto ciò che il terremoto ha distrutto, ma anche la straordinaria solidarietà che accompagnò la nostra comunità nella ricostruzione – sottolinea il sindaco Fabrizio Fuccaro – Riportare qui alcuni dei volontari significa poter dire loro ancora una volta grazie e trasmettere alle nuove generazioni il valore di ciò che accadde».
Il momento centrale sarà sabato 12 settembre. Alle 15.30 il Municipio accoglierà ufficialmente i volontari; alle 16 partirà la Passeggiata della memoria, aperta a tutti, attraverso i luoghi simbolici del sisma e della ricostruzione, accompagnata dalle testimonianze di chi visse quei giorni. Al termine, al Teatro Pierluigi Cappello, sarà proiettato il documentario “Anime e pietre ferite”. Alle 20.45 lo stesso teatro ospiterà “La speranza nelle radici”, spettacolo di Dino Persello con accompagnamento musicale de I Petris.
Domenica 13 settembre alle 11, nella chiesa di San Paolo Apostolo di Raccolana, sarà celebrata la Messa commemorativa in ricordo delle vittime e di quanti contribuirono alla ricostruzione.
A chiudere il percorso, sabato 19 settembre alle 20.30, nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo, sarà “Dalle macerie, un canto”, rassegna con Voci nell’Aria di Chiusaforte, Grup Corâl Valcjalda di Ravascletto e Coro Sociale SAF CAI di Udine: tre voci per raccontare, attraverso il canto, memoria, rinascita e speranza.
Tutti gli appuntamenti sono aperti alla popolazione.
(in copertina da destra un’immagine di Chiusaforte nel 1976 e a sinistra la fontana del “Ploc”, simbolo della ricostruzione)
