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Tolmezzo, inaugurata la Casa della Comunità: servirà 35 mila residenti della Carnia

È stata inaugurata ufficialmente la nuova Casa della Comunità di Tolmezzo, struttura destinata a diventare uno dei principali punti di riferimento della sanità territoriale della Carnia. Il polo, ospitato nei locali di via Carnia Libera 1944 di proprietà dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, è già pienamente operativo e serve un territorio composto da 28 Comuni e oltre 35 mila residenti.

Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, il direttore generale di Asufc Denis Caporale, il direttore del Distretto sanitario della Carnia Gianni Borghi e il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini. I locali sono stati benedetti dall’arciprete di Tolmezzo, Angelo Zanello.

L’attivazione della Casa della Comunità rappresenta un importante riassetto organizzativo dell’assistenza sanitaria in un territorio montano caratterizzato da distanze, dispersione della popolazione e difficoltà negli spostamenti. L’assistenza primaria nella zona viene oggi assicurata complessivamente da 20 medici di medicina generale e quattro pediatri di libera scelta.

La Casa della Comunità dispone attualmente di cinque medici, con le specialità di Neurologia e Ginecologia, per le quali è prevista anche l’attività di visita domiciliare. Tra questi figurano inoltre i tre professionisti che assicurano l’operatività degli ambulatori di vallata.

La visita ai locali di via Carnia Libera a Tolmezzo

A supporto degli oltre 5 mila cittadini temporaneamente privi di un medico di famiglia operano anche due liberi professionisti insieme ai medici dipendenti. La dotazione organica della struttura comprende inoltre 12 infermieri, cinque operatori sociosanitari, nove fisioterapisti e una decina di amministrativi.

Il nuovo polo sanitario si trova in una posizione strategica, a breve distanza dall’ospedale cittadino e dall’autostazione. Si sviluppa su circa 800 metri quadrati distribuiti su due piani dell’edificio e ha richiesto un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro.

Al primo piano sono collocati gli sportelli dell’anagrafe sanitaria, mentre al terzo trovano spazio l’area amministrativa e quella clinico-assistenziale. Qui sono presenti il Punto unico di accesso (Pua), pensato per favorire l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, il servizio di continuità assistenziale attivo 24 ore su 24, il punto prelievi, gli ambulatori infermieristici e specialistici e una palestra riabilitativa.

Sono inoltre disponibili nove ambulatori dedicati alle cure primarie, destinati anche all’attività dei medici di medicina generale e dei pediatri. Il sistema territoriale è completato dal collegamento funzionale della struttura hub di Tolmezzo con i Punti Salute di Ampezzo, Ovaro e Paluzza.

Nel corso dell’inaugurazione l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha sottolineato come l’apertura della struttura rappresenti un passaggio concreto nell’attuazione del nuovo modello sanitario territoriale.

«Stiamo dando concreta attuazione alla sanità territoriale, un tema di cui in questo Paese si è parlato per molti anni: la stiamo realizzando, affrontando le nostre peculiarità e le inevitabili difficoltà perché niente è perfetto. Tuttavia, chi oggi entra in queste strutture, al di là delle dinamiche che animano il dibattito politico, trova una risposta. È un risultato sotto gli occhi di tutti: la Casa di Comunità di Tolmezzo è pienamente operativa».

L’assessore regionale Riccardo Riccardi interviene all’inaugurazione della Casa di Comunità di Tolmezzo

Riccardi è intervenuto anche sul ruolo dei medici di famiglia all’interno delle Case della Comunità. «Mi auguro che la medicina generale si voglia impadronire delle Case di comunità. Credo che i medici di medicina generale all’interno di questa struttura siano di fondamentale importanza; in ogni caso, voglio ribadire che questo polo sanitario è già pienamente operativo e siamo riusciti a farlo funzionare al di là della loro effettiva presenza, che continuo comunque a considerare un elemento essenziale».

L’assessore ha quindi ricostruito il percorso normativo relativo alla partecipazione dei medici di medicina generale. «Il Friuli Venezia Giulia è stata la prima Regione a legiferare sul coinvolgimento della medicina generale con l’accordo del 2025 che ha visto concordi le sigle sindacali. Lo Stato il 26 giugno di quest’anno ha novellato l’accordo nazionale introducendo l’obbligatorietà della presenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità per un massimo di sei ore a settimana dal lunedì al venerdì, senza tuttavia perfezionare le condizioni per la partecipazione dei massimalisti, ovvero coloro che assistono almeno 1.500 pazienti».

«Il successivo 31 luglio la Sisac ha finalmente definito le regole e le condizioni anche per questa categoria. Mi auguro che nel comitato regionale del primo settembre si possano superare le perplessità che ancora riscontro: se si tratta di riserve motivate, una soluzione si troverà sicuramente».

Infine Riccardi ha richiamato la necessità di accompagnare il potenziamento dell’assistenza sanitaria con servizi capaci di contrastare l’isolamento delle aree più periferiche. «Nelle aree montane e marginali è indispensabile un’alleanza strutturata con i Comuni e il Terzo Settore per assicurare trasporti agevoli e risposte serene ai cittadini più fragili e isolati», ha concluso, ricordando che Asufc sta lavorando anche al rafforzamento di questo aspetto.