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Ovaro, 27 ragazzi in Malga Arvenutis per il centro estivo dell’Unione Sportiva

Una settimana di vita comunitaria in montagna, tra attività educative, escursioni, conoscenza dell’ambiente e momenti di condivisione. Si è conclusa la 32ª edizione del centro estivo residenziale organizzato dall’Unione Sportiva Ovaro, che quest’anno ha coinvolto 27 partecipanti ospitati nella Malga Arvenutis, struttura comunale in uso all’associazione situata a oltre 1.500 metri di quota.

Nonostante le temperature particolarmente elevate anche in alta montagna, tutte le attività previste si sono svolte regolarmente e senza inconvenienti. Un’esperienza che, sottolinea l’associazione, si è trasformata in un vero e proprio campo scuola di formazione, nel quale i ragazzi hanno potuto alternare attività all’aperto, lezioni e momenti ricreativi.

Tra gli appuntamenti più impegnativi e apprezzati l’ascesa alla cima dell’Arvenis, fino a sfiorare quota 2.000 metri, affrontata con la guida di Danilo Antonipieri. Particolarmente suggestiva anche la liberazione di alcuni volatili, organizzata da Lorenzo Covassi con la partecipazione di Maurizio Zuliani, responsabile del Centro di recupero della fauna selvatica di Campoformido.

Spazio anche alla formazione. Giorgio Giacomini, istruttore Blsd, ha tenuto una lezione di primo soccorso coinvolgendo i ragazzi, suddivisi per fasce d’età, mentre il dottor Claudio Angelini, direttore scientifico e docente nei corsi regionali di formazione, ha accompagnato i partecipanti alla scoperta del mondo della micologia. Nel corso della settimana sono intervenute anche Giorgia Cosano e Paola Pustetto, mentre alcune serate sono state dedicate alla proiezione di film su maxischermo nel salone della malga.

Fondamentale il lavoro organizzativo. La responsabile Speranza De Caneva ha seguito l’intero soggiorno, occupandosi della cucina e della gestione quotidiana, affiancata dal consigliere Danilo Perez, impegnato negli aspetti logistici. Alcuni giovani animatori hanno inoltre seguito i partecipanti più piccoli, vivendo a loro volta un’esperienza educativa e di responsabilità.

Anche l’approvvigionamento idrico, particolarmente importante viste le alte temperature, non ha creato problemi grazie al preventivo riempimento della grande cisterna e alla verifica dell’impianto effettuata dal volontario Franco Carlevaris, che da anni segue la gestione della malga.

A coordinare dalla sede la complessa macchina organizzativa è stato Mario Sopracase, ideatore del soggiorno, che dopo circa trent’anni ha rinunciato alla presenza continuativa in quota per seguire ogni dettaglio dell’iniziativa.