CarniaPrimo pianoTerritorio

“Operazione Gambero”, ad Amaro soccorritori da quattro Paesi: la memoria diventa addestramento

Dalla memoria del terremoto del 1976 a un grande laboratorio internazionale dedicato alla sicurezza e al soccorso in emergenza. Si è conclusa ad Amaro “Operazione Gambero”, esercitazione che ha riunito nuclei specializzati provenienti da Italia, Austria, Croazia e Stati Uniti, chiamati a confrontarsi con scenari complessi e condizioni operative particolarmente impegnative.

L’iniziativa, coordinata dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Amaro, ha visto i partecipanti operare all’interno dei bunker lungo la strada Amaro-Campiolo, nelle cave e in canali caratterizzati da elevate pendenze, simulando interventi in caso di frana, ricerca di dispersi e operazioni in totale assenza di luce.

Una prova sul campo pensata per verificare tecniche, preparazione e capacità di coordinamento tra strutture diverse, con l’obiettivo di rendere sempre più efficace la risposta del sistema dei soccorsi in situazioni reali di emergenza.

Nuclei d’élite provenienti da Italia, Austria, Croazia e Stati Uniti hanno operato in scenari complessi

Particolare attenzione è stata dedicata alle unità cinofile, ancora oggi insostituibili nelle attività di ricerca delle persone disperse. I cani sono stati messi alla prova su terreni impervi e in condizioni ambientali complesse, testandone sia la resistenza psicofisica sia la capacità di operare attraverso il cosiddetto teleolfatto, individuando emanazioni odorose anche a centinaia di metri di distanza.

L’esercitazione ha così confermato il valore di una preparazione che richiede anni di specializzazione e del rapporto che si instaura tra animale e conduttore, elemento decisivo soprattutto negli interventi di ricerca in aree difficilmente accessibili.

Alla giornata conclusiva ha partecipato anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha richiamato il patrimonio di esperienza sviluppato dal Friuli Venezia Giulia dopo il terremoto del 1976.

Secondo Zilli, il Friuli è «una comunità che ha imparato dal sisma del ’76 a mettere in campo ogni competenza per fare in modo che le situazioni di crisi siano gestite al meglio», grazie a un sistema nel quale collaborano Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Protezione Civile e Forze di Polizia.

«Nel periodo estivo, come in quello invernale, siete una certezza», ha aggiunto l’assessore, ringraziando anche il sindaco di Amaro Cristiana Mainardis per aver saputo trasformare il percorso verso il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli in un’occasione non soltanto di ricordo, ma anche di costruzione del futuro.

«Parlo di lungimiranza – ha spiegato Zilli – perché quest’anno viviamo tante occasioni per celebrare il ricordo, ma anche per rendere solido il nostro futuro e questo è uno degli esempi più belli che potremmo ricordare: la fiducia che allora ebbero i nostri padri e i nostri nonni credo sia stata ben riposta, anche grazie alla competenza e alla professionalità di tutte le squadre dei soccorritori e alla lungimiranza di sindaci giovani che hanno saputo raccogliere quel testimone».

L’assessore ha quindi sottolineato anche il ruolo delle unità cinofile: «Il legame profondo che si crea tra l’addestratore e il proprio cane resta ancora oggi un elemento di svolta eccellente per poter trovare le persone disperse».

A chiusura dell’esercitazione, Zilli ha sintetizzato il significato dell’iniziativa: «Testimoniamo oggi quanta strada sia stata fatta in termini di soccorso e quanta competenza esprima il Friuli Venezia Giulia nell’affrontare le emergenze attraverso l’addestramento e la prevenzione».