Morto nel Tagliamento per salvare i figli, sostegno alla famiglia di Agshin Azizov
Aveva trovato un lavoro a Tarvisio e, dopo il primo periodo trascorso a Pontebba, stava cercando di costruire insieme alla moglie e ai tre figli un futuro autonomo in Friuli Venezia Giulia. La vita di Agshin Azizov, trentottenne di origine azera, si è spezzata sabato 11 luglio nelle acque del Tagliamento, a Ronchis, dove si era tuffato nel tentativo di salvare i propri bambini in difficoltà.
La moglie e i tre figli stanno ora ricevendo supporto psicologico e assistenziale. A renderlo noto è Oikos Ets, l’ente che accoglieva la famiglia in una struttura di Campolongo al Torre. L’associazione ha attivato un percorso di accompagnamento in raccordo con la Prefettura di Udine, i servizi sociali e l’Azienda sanitaria, per sostenere il nucleo familiare nell’elaborazione del lutto e nelle necessità delle prossime settimane.
Azizov era un richiedente protezione internazionale. La famiglia aveva raggiunto l’Italia attraverso la rotta balcanica e aveva iniziato il proprio percorso di integrazione nel Centro di accoglienza straordinaria di Pontebba. Proprio nel comune del Canal del Ferro il nucleo aveva trascorso i primi mesi del suo nuovo progetto di vita, prima del trasferimento, avvenuto il 22 giugno, nell’appartamento di Campolongo al Torre gestito da Oikos.
Pontebba rappresentava quindi la prima tappa concreta del percorso di inserimento della famiglia sul territorio. Da gennaio Azizov e i suoi familiari vivevano nel centro della Valcanale, cercando di imparare la lingua e di raggiungere quanto prima una piena autonomia. Secondo Oikos, il trentottenne e la moglie avevano manifestato fin dall’inizio una forte volontà di inclusione e il desiderio di uscire dal sistema dell’accoglienza attraverso il lavoro e l’integrazione.
Un obiettivo per il quale Agshin si impegnava ogni giorno. Aveva trovato occupazione come operaio meccanico a Tarvisio e, anche dopo il trasferimento della famiglia a Campolongo al Torre, continuava a raggiungere quotidianamente la Valcanale per lavorare. Un lungo spostamento attraverso buona parte del Friuli che affrontava per garantire stabilità e un futuro alla moglie e ai figli. Il vicepresidente di Oikos, Ruben Cadau, lo ha ricordato come un uomo «molto stimato» e fortemente determinato a costruire una nuova vita in Italia.
La tragedia si è consumata nel pomeriggio di sabato nelle acque del Tagliamento, nei pressi del ponte dell’autostrada A4. Due dei figli di Azizov si sono trovati in difficoltà nel fiume e il padre non ha esitato a tuffarsi per raggiungerli. I bambini sono riusciti a mettersi in salvo, mentre il trentottenne è stato trascinato dalla corrente. Le ricerche, alle quali hanno partecipato vigili del fuoco, soccorritori fluviali, sommozzatori ed equipaggi aerei, si sono concluse con il ritrovamento del corpo.
Il figlio più piccolo, dopo essere stato soccorso e trasportato in ospedale, è stato dichiarato fuori pericolo e sta proseguendo il recupero. La moglie e i tre bambini — due dei quali presenti in acqua al momento della tragedia, mentre la terza figlia non si trovava sul posto — sono seguiti dagli operatori di Oikos.
