TOLMEZZO: Quest’anno niente Sagra del Borgat

C’era una volta la “Sagra del Borgat”. Fra qualche lustro si rischierà realmente il ricorso al passato per riferirsi a quella che può essere considerata la più antica manifestazione tolmezzina, nata addirittura nel 1627. Ebbene, quest’anno l’atteso appuntamento di piazza Santa Caterina non ci sarà. O meglio, si è trasformato nella “Festa nel Borgat”, cinque giornate gestite dalla Parrocchia. Niente balli, chioschi, musica o altro, ma appuntamenti religiosi, un film splendido ma non di primissima mano (“La vita è bella” di Benigni, stasera alle 20.45) e uno spettacolo teatrale (“Bastian e l’edilizie ecologiche” domenica alla stessa ora). Già qualche anno fa la sagra non venne proposta, ma poi la tradizione, che salvo le inevitabili pause nel periodo bellico del ventesimo secolo andava avanti da 370 anni, riprese. Ora, però, un nuovo stop, che ha colto di sorpresa i tolmezzini, anche se molti avevano intuito qualcosa. La sagra era infatti organizzata dalla Pro Loco, o meglio, dalla Nuova Pro Loco, rinata ad inizio 2000 sulle ceneri della precedente. Ebbene, a distanza di due anni la triste situazione si è ripresentata. La Pro Loco, infatti, è praticamente bloccata perché priva di persone. Il mandato del consiglio direttivo è scaduto a febbraio e dei 17 componenti nessuno si è ricandidato. Problemi di lavoro, di salute, oppure semplice stanchezza e mancanza di stimoli sono le motivazioni addotte dai consiglieri dimissionari. Lo stesso presidente uscente, Catello Langellotti, conferma: “Ho avuto qualche guaio fisico e non mi posso più permettere di effettuare altre attività oltre al lavoro. In ogni caso la sagra si poteva anche organizzare in meno di un mese, ma non c’è la manodopera. Mi dispiace tantissimo per la sua mancata proposizione, ma purtroppo non sussitevano le condizioni”. Si parla anche di alcuni dissidi all’interno del gruppo: “Assolutamente no” risponde pronto Langellotti, che poi esprime una speranza: “La sagra e la Pro Loco non sono morte, l’importante è che i tolmezzini si diano da fare, perché non ci si può sempre aspettare di trovare tutto pronto. L’uomo giusto per guidarla sarebbe Giovanni Gressani e io, senza alcun obbligo, cercherò di collaborare. Il Comune? Ci dà una mano ma non può fare molto”. E così Tolmezzo perde, speriamo solo momentaneamente, la sua festa simbolo, ma quest’anno non verranno riproposti nemmeno i week-end estivi, novità del 2001. L’amministrazione comunale aveva lanciato l’iniziativa, sperando che poi qualcuno se ne facesse carico. Così non è stato. Se aggiungiamo che nello scorso inverno, dopo molti anni, non si è nemmeno tenuto il tradizionale appuntamento con il “Cinematografo”, il quadro appare piuttosto desolante. Non resta che aspettare la “Festa della Mela” del 29 settembre, nella speranza che riporti un po’ di vita in una cittadina decisamente troppo sonnacchiosa. (di
Bruno Tavosanis, da Il Gazzettino)