A Gemona lo spettacolo del Festival Maravee Circus “Il domatore di tribù”
Giovedì 9 luglio il parco del Castello di Gemona ha ospitato “Il Domatore di Tribù”, secondo appuntamento del Festival Maravee Circus 2026.
L’edizione di quest’anno, interamente dedicata ai castelli della fascia collinare friulana, sviluppa la figura simbolica del Domatore: colui o colei che riesce ad addomesticare l’Incertezza, uno dei principali predatori contemporanei dell’equilibrio psicofisico e della felicità. A Gemona il tema si è declinato nel rapporto tra uomo e ambiente, trovando nel giardino del maniero una scenografia naturale di straordinario fascino. Qui lo spettacolo, intrecciando linguaggi artistici diversi, ha dato vita a un intenso racconto corale dedicato al recupero dell’originario equilibrio tra umanità e natura.
Ideata e diretta da Sabrina Zannier e prodotta da Maravee Projects, la manifestazione è realizzata con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, il contributo e il partenariato dei Comuni di Gemona del Friuli e Forgaria nel Friuli, il patrocinio del Comune di Majano, il partenariato della Comunità Collinare del Friuli, dell’Associazione Mosaico Errante e della Fondazione Valentino Pontello, oltre alla sponsorizzazione di Gervasoni. L’edizione 2026 porta così un messaggio di rinascita che proseguirà il 16 luglio a Castelraimondo di Forgaria e il 23 luglio al Castello di Colloredo.
Protagonista dello spettacolo è stato Dj Tubet, tra i rapper più veloci ed empatici d’Europa, nei panni del Domatore di Tribù: una voce capace di incarnare un’umanità che danza, attraversa le comunità e diffonde cultura come strumento di salute e consapevolezza. Una cultura fondata sulla sostenibilità, sul rispetto della terra e sui ritmi lenti della natura.
Attorno a lui hanno preso vita le tribù, guidate dalle giovani danzatrici della Petite École di Gemona – Camilla Missoni, Laura Ursella, Nicole Forgiarini, Chiara Venturini, Ilaria Bertossi e Giulia Cracogna – dirette dalla coreografa Marina Forgiarini. I costumi ideati e realizzati da Belinda De Vito hanno tradotto in forma scenica il dialogo tra abito e habitus, inteso come struttura che unisce il corpo all’ambiente, rendendo quasi indistinguibile il confine tra essere umano e natura.
Le figure danzanti hanno riportato in scena valori ancestrali e il profondo legame con la terra, celebrando i suoi frutti e la necessità di custodirne i delicati equilibri. I capi delle tribù alimentari hanno attraversato il prato con un incedere solenne, simbolo di una relazione rispettosa con l’ambiente.
A dare ulteriore forza evocativa allo spettacolo sono intervenuti gli artisti del Duo Ma’Me’ Circus, che con numeri di equilibrismo e giocoleria hanno intrecciato il linguaggio circense con la danza tribale, amplificando il dialogo tra corpo, natura e comunità.
Dal rap dal vivo alle coreografie, dalle performance circensi fino al coinvolgente finale collettivo, “Il Domatore di Tribù” si è rivelato un autentico inno alla vita. Uno spettacolo capace di coinvolgere pubblici di ogni età e sensibilità, invitando a riflettere sul valore della sostenibilità, della cultura e del rinnovato rapporto tra l’essere umano e il mondo naturale.
“La cultura – afferma il vicesindaco e assessore alla cultura di Gemona Flavia Virilli – non serve a farci evadere dalla realtà, ma a comprenderla più profondamente. Nel cinquantesimo anniversario del terremoto abbiamo scelto di dedicare molto spazio alla memoria, perché è dalle radici che nasce l’identità di una comunità. Ma una città che guarda soltanto al proprio passato rischia di fermarsi. Per questo abbiamo voluto che accanto al ricordo trovassero posto anche la creatività, la ricerca e la bellezza. Maravee Circus è un invito a guardare il mondo da un’altra prospettiva, a ritrovare un’armonia tra uomo e natura e a riscoprire il valore dello stupore. Perché la rinascita non appartiene solo alla storia della ricostruzione post sisma, è un gesto che una comunità rinnova ogni volta che sceglie di investire nella cultura.”
