Gemona, Legacoop Fvg rilancia dalla montagna la sfida dello sviluppo
Un sistema che continua a crescere, investire e creare occupazione anche in uno scenario economico complesso. Un’economia che investe nei territori, crea occupazione, rafforza le comunità e sceglie di misurarsi con le grandi sfide del presente, dalla montagna allo sviluppo sostenibile, dal lavoro alle nuove transizioni. È questa l’immagine emersa nel pomeriggio di ieri, 3 luglio, a Gemona del Friuli dall’assemblea annuale di Legacoop Friuli Venezia Giulia, l’associazione che rappresenta le principali cooperative della regione. Un appuntamento a cui hanno portato i saluti l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, il sindaco Roberto Revelant, il parlementare Walter Rizzetto, il presidente della Cciaa di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo, oltre a numerosi consiglieri regionali, amministratori locali e rappresentanti delle categorie.
Quella di Gemona non è stata scelta non a caso, nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 che colpì duramente il Friuli e il Gemonese, simbolo di una ricostruzione resa possibile dalla forza delle comunità, dalla solidarietà e dalla cooperazione. Valori che ancora oggi continuano a rappresentare il filo conduttore dell’azione del movimento cooperativo regionale.
I numeri
I numeri confermano la solidità del sistema. Le cooperative aderenti a Legacoop Fvg danno lavoro a quasi 20 mila persone, riuniscono oltre 220 mila socie e soci e sviluppano un valore della produzione aggregato vicino ai due miliardi di euro. Nell’ultimo anno il valore della produzione è cresciuto di circa il 5%, trainato in particolare dai settori Produzione e Servizi (+10,83%), Sociale (+4,77%), Consumo (+2,46%) e CulTurMedia (+5,73%), mentre il patrimonio complessivo del sistema cooperativo continua a rafforzarsi con un incremento di circa 18 milioni di euro.
L’andamento consolida quindi la crescita nei settori trainanti, servizi, sociale, consumo, cultura e turismo, con un’accelerazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili che stanno vivendo una stagione particolarmente positiva, mentre permangono le difficoltà in settori come agricoltura e pesca.
Dati che confermano quindi la capacità delle cooperative di generare crescita economica, occupazione stabile e valore sociale anche in una fase caratterizzata da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e cambiamenti climatici. Un sistema cooperativo dinamico e in rapida evoluzione, plurale e complesso, alla costante ricerca di equilibrio tra mutualità e competitività che continua a trovare strade sempre nuove per crescere. “Non solo un modello d’impresa – ha spiegato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –, ma un modo di interpretare lo sviluppo: più inclusivo, mutualistico, partecipato e radicato nei territori”.
Le strategie per il futuro
“Questa assemblea – ha esordito la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – la vogliamo dedicare a tutte quelle persone, cooperatrici e cooperatori, cittadine e cittadini, componenti di organizzazioni e istituzioni, che ogni giorno scelgono con fatica di non arrendersi, di portare il loro piccolo o grande contributo al cambiamento, a coloro che scelgono il noi, che antepongono l’interesse generale, il bene comune, a quello individuale. Se la partecipazione e la democrazia sono faticose, sono anche una conquista quotidiana che ci definisce e ci determina come organizzazioni cooperative”.
Vogrig non ha mancato di ricordare la crisi che sta colpendo la Electrolux di Porcia a cui è stata espressa “solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori nel drammatico momento che stanno attraversando. Ci uniamo al loro – ha chiarito – nel chiedere una soluzione dignitosa e giusta di questa crisi e sottolineiamo con forza l’urgenza di una politica industriale di medio-lungo periodo, per contrastare la progressiva perdita di realtà produttive strategiche e per salvaguardare il tessuto economico e sociale dell’intero sistema regionale”.
Nel corso della sua relazione la presidente ha richiamato anche le principali direttrici strategiche che in questo mandato stanno guidando il movimento cooperativo associato a Legacoop nei prossimi anni: qualità del lavoro, sostenibilità, innovazione, promozione cooperativa, politiche di genere, cooperazione tra imprese e maggiore prossimità ai territori. Un percorso che ha già prodotto risultati concreti anche sul fronte delle nuove cooperative, con un numero crescente di nuove adesioni e un rafforzamento dei servizi messi a disposizione delle associate. “La cooperazione deve continuare ad essere uno spazio di innovazione economica e sociale. Significa mettere al centro il lavoro, creare valore duraturo per le comunità, costruire relazioni e affrontare insieme le grandi transizioni ambientali, digitali e demografiche che stanno cambiando il nostro tempo”.
Montagne da vivere: prendersi cura, rigenerare e costruire”
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema scelto per questa assemblea, “Montagne da vivere: prendersi cura, rigenerare e costruire”, sviluppato nella tavola rotonda che ha visto confrontarsi rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle cooperative.
Moderati dal condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, si sono confrontati il presidente nazionale dell’ Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani (Uncem), Marco Bussone, dello storico economico dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli, del presidente della cooperativa Pluriservizi Valcanale, Giuseppe Di Vora, della presidente della cooperativa Cramars, Stefania Marcoccio e della stessa Michela Vogrig.
Nel corso del dibattito è emersa con forza la necessità di costruire politiche per le aree montane che le valorizzino, anche nella narrazione, come risorsa per renderle attrattive e contrastare spopolamento, carenza di servizi e fragilità economiche, valorizzando invece le opportunità di cui sono portatrici. Il confronto ha evidenziato come proprio la montagna possa diventare un laboratorio privilegiato di sperimentazione di nuovi modelli di sviluppo, fondati sulla partecipazione, sulla sostenibilità e sulla capacità costruire insieme tra pubblico, privato e mondo cooperativo.
Nelle conclusioni Michela Vogrig ha richiamato ancora una volta il significato della scelta di Gemona: “Essere qui significa ricordare che dalle situazioni più drammatiche possono nascere le esperienze più innovative. Il terremoto ci ha insegnato che una comunità che si unisce per un obiettivo comune può trasformare una tragedia in una rinascita. È lo stesso spirito che anima la cooperazione: superare gli interessi individuali per costruire beni comuni, mettere al centro le persone, il lavoro e la cura del territorio. La nostra assemblea in questo luogo non può che partire quindi dal riconoscimento che sono le condizioni più difficili ma anche luoghi come le nostre montagne i primi da cui partire affinché diventino spazi di possibilità, di economia che non divide ma connette. Oggi più che mai – ha concluso la presidente – abbiamo il dovere di immaginare insieme un futuro diverso e lavorare, insieme, per renderlo possibile”.
