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Dalla Regione 265.000 euro per le comunità germanofone friulane

Il Friuli Venezia Giulia rafforza le misure a tutela del proprio patrimonio storico e plurilinguistico. Su proposta dell’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, la Giunta regionale ha approvato l’adozione definitiva del bando per l’annualità 2026 destinato alla tutela e alla valorizzazione della minoranza di lingua tedesca presente sul territorio, stanziando risorse complessive pari a 265.000 euro.

Il provvedimento è finalizzato a sostenere le storiche comunità germanofone dell’arco alpino regionale, localizzate nei comuni di Sappada, Sauris, Paluzza, Tarvisio, Malborghetto-Valbruna e Pontebba. Il bando si rivolge a un’ampia rete di beneficiari che include le amministrazioni comunali, le comunità di montagna e le associazioni senza scopo di lucro impegnate nella salvaguardia delle parlate e delle tradizioni locali.

Sotto il profilo finanziario, la misura prevede un contributo massimo di 15.000 euro per le singole istanze, mentre per i progetti presentati in forma di partenariato il tetto massimo del finanziamento regionale può raggiungere i 40.000 euro. Questa articolazione punta a favorire una strategia di area, incentivando collaborazioni strutturali che superino la logica della singola manifestazione estemporanea. La linea contributiva coprirà un ampio ventaglio di attività: dai percorsi di didattica linguistica alla ricerca scientifica, fino all’ammodernamento e al potenziamento dell’offerta di musei e biblioteche, senza escludere la produzione editoriale e la realizzazione di contenuti multimediali.

L’assessore Pierpaolo Roberti ha rimarcato l’importanza del piano economico, spiegando che si tratta di «un bando che si basa sul piano economico di uno stanziamento di 265mila euro per la tutela e la valorizzazione delle minoranze di lingua tedesca del Friuli Venezia Giulia, confermando un impianto di interventi volto a preservare l’identità storica e linguistica di una parte significativa del territorio montano».

Roberti ha inoltre evidenziato l’apertura internazionale della misura, che guarda con favore ai progetti di cooperazione transnazionale sviluppati insieme a enti dell’area europea germanofona o in sinergia con altre realtà di minoranza del continente. «Non si tratta solo di conservazione delle tradizioni locali – ha concluso l’assessore –, ma del riconoscimento del pluralismo linguistico del Friuli Venezia Giulia in un più ampio contesto di integrazione e scambio culturale europeo».