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Cavazzo ricorda il “Cantiere 9”, simbolo della solidarietà alpina dopo il terremoto

Nel drammatico scenario del sisma del 1976, gli Alpini si sono resi protagonisti di un imponente dispiegamento di forze in soccorso alla popolazione colpita dal terremoto, intervenendo nelle primissime fasi dell’emergenza e nella successiva ricostruzione. Alla prima risposta operativa da parte dei militari in armi, è seguita la massiccia mobilitazione dei volontari dell’Associazione Nazionale Alpini che, nei territori colpiti, hanno organizzato una rete di “cantieri” per portare avanti le opere di ripristino.

Una di queste strutture è stata allestita anche a Cavazzo Carnico. In occasione dei 50 anni del terremoto e delle commemorazioni organizzate per l’anniversario, il gruppo Ana Monte Festa, l’Amministrazione comunale e la comunità intera ricorderanno, infatti, l’esperienza del “Cantiere 9”. L’appuntamento è per sabato 20 giugno 2026: alle 12.00, è in programma l’alzabandiera nel piazzale antistante il municipio; da qui, il corteo proseguirà fino al monumento ai caduti dove verrà deposta una corona d’alloro in memoria dei due giovani volontari deceduti mentre prestavano il loro servizio. Seguiranno gli interventi delle autorità, le visite alla mostra fotografica “1976 il segno del terremoto” allestita nell’ex latteria. La mattinata si concluderà con il pranzo nel piazzale retrostante il Municipio.

Il “Cantiere 9” iniziò nel mese di giugno del 1976 con volontari provenienti dalle sezioni di Varese, Como, Luino, Domodossola, Intra, Novara e Agra. La squadra operò per riparare le abitazioni danneggiate. I materiali necessari per le opere venivano forniti da un apposito comitato costituitosi in quei territori e che fornì anche numerosi prefabbricati. In tal modo si consentì alle famiglie di rientrare nelle proprie case, un lavoro purtroppo vanificato dalle scosse di settembre che distrussero buona parte di quanto era stato ripristinato. Così il “Cantiere 9” divenne un punto di riferimento per la collettività ancora impresso nella memoria. Da questa esperienza di rinascita e solidarietà è nato un profondo legame tra i paesi colpiti dal terremoto e il Centro Nord-Italia, un’amicizia lunga cinquant’anni.