50° terremoto, Gemona e Osoppo celebrano gli undici cantieri di lavoro dell’ANA
Nell’ambito delle celebrazioni per il Raduno del 3° Raggruppamento ANA (Triveneto) a Gemona del Friuli, organizzato in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, un capitolo di rilievo è rappresentato dal ricordo dei Cantieri di Lavoro dell’Associazione Nazionale Alpini.
Come ricorda Ivo Del Negro, presidente della sezione ANA di Gemona, all’indomani del sisma, la presidenza nazionale guidata da Franco Bertagnolli istituì queste strutture operative per rendere nuovamente abitabili le case lesionate. Attivi già da metà giugno 1976, i cantieri mobilitarono migliaia di volontari autosufficienti provenienti dalle sezioni del Centro-Nord Italia, impegnati sia nella riparazione dei fabbricati sia in opere di somma urgenza come il disgaggio di massi pericolanti.
L’efficienza dell’intervento si basò su un sistema di gemellaggi territoriali, con turni di avvicendamento quindicinali coordinati dalla sede nazionale. Nello specifico, il cantiere numero uno di Magnano in Riviera fu gestito dalle sezioni venete di Asiago, Bassano del Grappa, Marostica, Padova, Valdobbiadene, Venezia e Vicenza. Il cantiere numero due di Attimis venne assegnato alle sezioni di Belluno, Cadore, Feltre, Gorizia, Palmanova e Trieste, mentre il cantiere numero tre di Buja fu affidato a Bolzano, Trento e Verona. La città di Gemona del Friuli ospitò il cantiere numero quattro, guidato dalle sezioni lombarde di Bergamo, Brescia, Salò e Valcamonica. Spostandosi in Carnia, il cantiere numero cinque di Villa Santina fu curato dalle realtà piemontesi di Ceva, Cuneo, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo, Susa e Torino. Il cantiere numero sei di Majano vide l’impegno di un ampio gruppo lombardo composto da Colico, Cremona, Lecco, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Tirano e dalla Sezione Svizzera. Le sezioni piemontesi di Alessandria, Aosta, Asti, Biella, Casale Monferrato, Ivrea, Varallo Sesia e Vercelli presero la responsabilità del cantiere numero sette a Moggio Udinese. Il cantiere numero otto di Osoppo fu coordinato dalle sezioni di Emilia, Marche, Toscana, Cuneo, Genova e La Spezia, mentre il numero nove di Cavazzo Carnico venne affidato a Conegliano, Imperia, Pordenone, Savona, Treviso e Vittorio Veneto. Infine, gli ultimi due avamposti, il cantiere numero dieci di Pinzano al Tagliamento e il numero undici di Vedronza (Lusevera), furono gestiti rispettivamente dalle sezioni di Pordenone e di Udine.
Il legame tra l’associazione e il territorio si consolidò ulteriormente il 1° ottobre 1976, quando un accordo di programma siglato nella sede della Provincia di Udine indicò l’ANA come referente per il programma di aiuti statunitense AID (Agency of International Development). Questa sinergia permise di investire circa 53 miliardi di lire per la costruzione di infrastrutture sociali. Tra il 1977 e il 1982 vennero così edificati sette centri residenziali per anziani nei comuni di Buja, Magnano in Riviera, Majano, Osoppo, Pordenone, San Daniele del Friuli e Villa Santina, oltre a tredici istituti scolastici e case dello studente dislocati ad Aviano, Buja, Cividale del Friuli, Faedis, Gemona, Majano, Maniago, Osoppo, Sacile, San Daniele, San Pietro al Natisone, Spilimbergo e Travesio.
Il programma delle giornate commemorative, concordato con il Comune di Gemona e la Regione, dedicherà l’intera giornata di venerdì 19 giugno alle delegazioni delle sezioni, che faranno visita ai comuni sede dei vecchi cantieri. Nel primo pomeriggio, alle 14:30, il municipio di Osoppo ospiterà l’inaugurazione di una mostra documentaria sul cantiere numero otto, scelta come esposizione simbolo per tutte le undici strutture. Successivamente, alle 16:30, i volontari si ritroveranno a Gemona nel piazzale della ditta Cumini Casa, storica sede del cantiere numero quattro, da dove alle 17:00 partirà una sfilata diretta verso piazza del Municipio. Il corteo osserverà una sosta per un omaggio floreale al cippo di Carlo Longaretti, capogruppo di Treviglio della sezione di Bergamo, prima di giungere davanti a Palazzo Boton per i saluti ufficiali delle autorità e il tradizionale rancio alpino offerto dalla sezione ANA di Gemona.
Sabato 20 giugno le cerimonie riprenderanno alle 16:00 in piazza Bertagnolli con il ricordo formale del presidente Franco Bertagnolli, del sindaco della ricostruzione Ivano Benvenuti e del generale Giovanni De Acutis, all’epoca comandante della Brigata Alpina Julia, ai cui familiari verranno consegnate tre medaglie d’oro. L’atto formale precederà lo scoprimento di un monumento dedicato ai 15.000 volontari operativi in Friuli. La due giorni si concluderà in serata, a partire dalle 20:30, presso il Cinema Teatro Sociale, dove si terrà la consegna delle medaglie ricordo ai presidenti delle 63 sezioni dell’ANA, in una serata arricchita dalle proiezioni di filmati storici e dai canti del Coro dei Congedati della Brigata Alpina Julia.
