I radioamatori ricordano il terremoto del Friuli: postazioni speciali nei comuni
Quest’anno il Friuli ricorda il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, una tragedia che segnò profondamente il territorio ma che mise anche in luce la forza, la solidarietà e la capacità di reazione delle comunità friulane.
In quelle ore drammatiche, accanto ai soccorritori, alle istituzioni e alla popolazione, un ruolo fondamentale fu svolto anche dai radioamatori. Nella primissima fase dell’emergenza, quando molte comunicazioni erano interrotte o difficili, furono proprio loro a contribuire in modo determinante a ristabilire i primi contatti tra i soccorritori sul campo, le autorità locali e i centri direzionali regionali e nazionali.
Un impegno silenzioso, tecnico e umano, che oggi viene ricordato con una manifestazione speciale promossa da alcune sezioni regionali dell’Associazione Radioamatori Italiani, con capofila la sezione A.R.I. di San Daniele del Friuli.
L’iniziativa si svolgerà domani, sabato 30 maggio, in concomitanza con la ventesima tappa del Giro d’Italia, la Gemona-Piancavallo, che attraverserà alcuni dei luoghi simbolo colpiti dal sisma del 1976. Proprio in occasione del passaggio della corsa rosa, i radioamatori installeranno alcune postazioni in Comuni particolarmente significativi per la memoria del terremoto e della ricostruzione.
Le località scelte sono Osoppo, Majano, Forgaria nel Friuli e Clauzetto. Da queste postazioni saranno effettuati collegamenti radio con altri appassionati, sia in ambito nazionale sia internazionale, trasformando la giornata in un momento di memoria condivisa e di testimonianza.
A conferma dei collegamenti effettuati verrà inviata una speciale cartolina commemorativa, realizzata per ricordare il contributo offerto dai radioamatori friulani durante l’emergenza di cinquant’anni fa.
L’iniziativa vuole rendere omaggio ai sacrifici, all’abnegazione e alla prontezza di quanti, nel 1976, misero le proprie competenze e le proprie apparecchiature al servizio della comunità, contribuendo a mantenere vivo un filo di comunicazione in uno dei momenti più difficili della storia recente del Friuli.
