A Gemona l’omaggio a Omero Antonutti con il capolavoro dei fratelli Taviani “Padre padrone”
Nel 1977 Omero Antonutti era un affermato attore di teatro ed è con “Padre padrone” che quell’anno inizia la sua altrettanto luminosa carriera cinematografica. La Cineteca del Friuli ricorda il grande attore friulano, scomparso nel 2019, mercoledì 20 maggio alle 20.30 al Cinema Sociale di Gemona, con la proiezione del capolavoro di Paolo e Vittorio Taviani, organizzata in collaborazione con l’Associazione Casa del Cinema di Trieste nell’ambito della rassegna “Omero Antonutti: una vita fra teatro e cinema” realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia .
La vedova Graziella Moreale Antonutti, ospite della serata, illustrerà l’attività dell’associazione culturale, nata nel 2025, che si propone di conservare e tramandare la memoria delle opere teatrali e cinematografiche di Omero Antonutti. Lo storico e critico cinematografico Sergio Grmek Germani introdurrà la visione del film.
Fra i titoli iconici del cinema italiano e parte della memoria collettiva del Paese, “Padre padrone”, a cui la giuria del Festival di Cannes, presieduta da Roberto Rossellini, assegnò la Palma d’oro, è nella lista dei 100 film italiani da salvare, il progetto ideato nel 2008 dalle Giornate degli Autori all’interno della Mostra del Cinema di Venezia.
Alle origini c’era stato un articolo di giornale, notato dai fratelli Taviani, su un pastore, Gavino Ledda, che per volontà del padre, autoritario e violento, era rimasto analfabeta e isolato fra le colline sarde fino all’età di vent’anni ma, dopo un atto di ribellione, si era laureato diventando professore di linguistica e autore dell’autobiografia “Padre padrone, l’educazione di un pastore”, uscita nel 1975, che ha ispirato il film. La pellicola, girata interamente in Sardegna, segue il percorso di formazione ed emancipazione del giovane strappato dal padre alla scuola e alla comunità fino alla laurea in glottologia. Omero Antonutti interpreta il patriarca Efisio Ledda, accanto a Saverio Marconi nel ruolo di Gavino Ledda da adulto. Nel cast anche Nanni Moretti nel ruolo di Cesare, il commilitone che insegna a Gavino a leggere e scrivere.
“Padre padrone”, nato come sceneggiato televisivo, era stato girato in 16mm e per la presentazione a Cannes venne “gonfiato” a 35mm, il che comportò il taglio di parte dell’inquadratura e influì inevitabilmente sulla qualità della fotografia di Mario Masini. Il restauro digitale ad opera del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e dell’Istituto Luce Cinecittà ha riportato il film, che ancora oggi invita alla lotta per la conquista della propria libertà, alla sua bellezza originaria.
