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Passo Monte Croce, per le opposizioni la variante di valico è l’unica ipotesi reale

«Sul passo di Monte Croce Carnico la soluzione più fattibile e l’unica davvero realizzabile è quella della variante di valico. A fronte del riaccendersi di ipotesi impraticabili, però, esprimiamo una forte preoccupazione per il rischio che il tema non si prenda di petto e si faccia dunque solo cortina fumogena anziché affrontare con urgenza una questione non più rinviabile». Lo hanno affermato oggi, nel corso di una conferenza stampa a Udine, i consiglieri regionali Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), Massimo Mentil (Pd) e Serena Pellegrino (Avs) alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il geologo Maurizio Ponton, l’ingegnere Francesco Alessandrini, Diego Carpenedo, già senatore.

«Rispetto ad altre opzioni non esprimiamo posizioni preconcette, ma semplicemente affermiamo la necessità di fare chiarezza su una situazione che si trova in palese contraddizione rispetto al punto di partenza, ossia le dichiarazioni ufficiali dei rappresentanti delle istituzioni (l’assessora regionale Amirante sul fronte del Friuli Venezia Giulia e il vicepresidente della Carinzia Gruber) dello scorso 13 novembre 2025 quando fu presentato lo studio di fattibilità per ampliare, in sicurezza, il Passo di Monte Croce Carnico».

Dopo diversi mesi di lavoro, il Gruppo bilaterale di esperti istituito da Carinzia e Friuli Venezia Giulia, hanno ricordato i tre consiglieri, «è arrivato alla conclusione che, tra le diverse ipotesi (compresa quella della galleria di valico), il tracciato alternativo è al primo posto. Nonostante questo e nonostante non ci siano novità da allora a oggi, nemmeno su ipotetiche disponibilità a procedere con un nuovo trattato internazionale e a mettere le relative risorse economiche (oltre 530 milioni di euro) da parte dei governi statali, in queste settimane abbiamo sentito da una parte del centrodestra e di alcune categorie economiche che la soluzione del tunnel in quota fosse la scelta scontata».

Inoltre, i consiglieri hanno riportato un intervento dell’assessore alle Infrastrutture del Tirolo Zumtobel in risposta a un articolo pro tunnel pubblicato dal quotidiano austriaco Kleine Zeitung. Nell’articolo l’assessore afferma che «le principali soluzioni per la costruzione di gallerie al Passo di Plöcken, tra la Carinzia e il Friuli Venezia Giulia, sembrano essere state accantonate. Anche il governo regionale della Carinzia mi ha assicurato che il Tirolo continuerà a essere attivamente informato. In ogni caso, non deve esserci alcun nuovo percorso di transito che abbia un impatto negativo diretto sui comuni di Lienz e Kitzbühel. Pertanto, resteremo vigili».

Nei loro interventi, Alessandrini e Ponton hanno ribadito le posizioni già espresse nell’audizione dello scorso 23 aprile, di fattibilità della variante di valico. In particolare il geologo Ponton ha reiterato la raccomandazione di «non toccare le falde acquifere considerando l’approvvigionamento idrico dell’acquedotto che porta l’acqua fino a Tolmezzo, e inoltre la produzione di energia elettrica da parte della centrale del Fontanone di Secab» oltre ad affermare che «i costi prospettati, viste le criticità idrogeologiche, potrebbero aumentare in modo vertiginoso».