Confagricoltura Fvg: «Necessario l’intervento della Regione contro il caro fertilizzanti»
«Il costo dei fertilizzanti è ormai insostenibile per le imprese agricole. L’urea ha segnato un incremento del prezzo dell’80% con pesanti ripercussioni sulle semine primaverili. Di fronte a questa situazione molte aziende agricole hanno ridotto la superficie programma a mais per destinarla a soia». Così il presidente di Confagricoltura Fvg, Nicolò Panciera di Zoppola Gambara che prosegue: «Abbiamo ricevuto molte segnalazioni di agricoltori che hanno acquistato fertilizzanti a prezzi proibitivi. Prima della guerra contro l’Iran, il prezzo dell’urea si aggirava intorno ai 380 euro a tonnellata, ora è salito a 1000 euro. È necessario che si dica con chiarezza che il mercato interno va protetto, come vanno protette tutte quelle attività economiche, e l’agricoltura è una di queste, che sono strategiche per la sicurezza dei cittadini e delle imprese. Anche per questo, nei prossimi giorni incontreremo l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, per chiedere un intervento diretto della nostra regione a tutela delle imprese agricole e dei loro prodotti. Il cibo è diventato uno strumento di potere. L’agricoltura va tutelata a tutti i livelli come pilastro della sicurezza nazionale, settore strategico per la stabilità sociale e la tenuta economica di un Paese non solo come produttrice di beni alimentari».
In Europa, oggi, la maggior parte dei fertilizzanti che vengono utilizzati sono di matrice russa o bielorussa per questo Confagricoltura Fvg ribadisce la necessità di poter rivedere le tariffe su tutti i fertilizzanti. «Senza dimenticare la necessità di sospendere il Meccanismo di Adeguamento del carbonio alle Frontiere (CBAM) – prosegue il presidente –. Una nuova tassazione che è entrata in vigore dal primo gennaio sul carbonio e che, solamente per noi agricoltori, impatterà per un miliardo di euro».
