Criminalità nel terziario: nel 2025 danni per 41 miliardi. Nord Est nel mirino
Nel 2025 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 41 miliardi di euro, mettendo a rischio 284mila posti di lavoro regolari. Secondo i dati diffusi da Confcommercio durante la giornata “Legalità, ci piace!”, le perdite più ingenti derivano dall’abusivismo commerciale e nella ristorazione, che insieme superano i 19 miliardi, seguiti dal taccheggio, dalla contraffazione e dai costi legati alla cyber criminalità.
Nel Nord Est la situazione appare particolarmente complessa, con il 30% degli imprenditori che segnala un calo dei livelli di sicurezza, dato che si aggrava sensibilmente nei grandi centri urbani. Le preoccupazioni principali riguardano l’aumento di furti e aggressioni, ma anche fenomeni sociali come le baby gang e la cosiddetta mala movida, ritenuta responsabile di atti di vandalismo e degrado. Le imprese si sentono inoltre penalizzate dalla concorrenza sleale causata dall’abusivismo, mentre il taccheggio continua a colpire duramente i settori dell’abbigliamento e della cosmesi.
Il presidente di Confcommercio del Friuli Venezia Giulia Gianluca Madriz. assieme ai colleghi di Pordenone Fabio Pillon, di Trieste Antonio Paoletti e di Udine Giovanni Da Pozzo, hanno ribadito che l’illegalità altera la concorrenza e scoraggia lo sviluppo, ricordando che ogni negozio aperto rappresenta un presidio fondamentale di controllo sociale. Per contrastare queste minacce, quasi il 90% delle aziende ha investito in sistemi di videosorveglianza e allarmi, ma la categoria chiede alle istituzioni una presenza più costante sul territorio tramite presidi fissi di polizia nelle zone a rischio. Nonostante le criticità, gli imprenditori mantengono una forte fiducia nelle istituzioni, considerando la denuncia e la collaborazione con le forze dell’ordine e le associazioni di categoria come gli strumenti principali per salvaguardare le imprese oneste e la sicurezza dei cittadini.
