Dall’Emilia al Friuli per il gasdotto URSS-Italia: oltre 50 anni dopo le maestranze si ritrovano a Moggio
Cinquant’anni dopo, i protagonisti di una grande impresa ingegneristica tornano là dove tutto ebbe inizio. Sabato 9 maggio, il ristorante Leon Bianco di Moggio Udinese ospiterà una reunion storica: il ritrovo delle maestranze che, tra il 1972 e il 1974, realizzarono il tratto del gasdotto URSS-Italia compreso tra Tarvisio e San Odorico.
Il cantiere di Moggio fu il cuore operativo di un’opera monumentale, appaltata dalla SNAM alla ditta Co.ge di Parma. All’epoca, il progetto portò in Val Canale e Canal del Ferro decine di giovani tecnici e dirigenti emiliani che lavorarono fianco a fianco con maestranze locali. Se i coordinatori emiliani hanno mantenuto viva la tradizione di un incontro conviviale annuale a Parma, quest’anno hanno scelto di tornare in Friuli per riabbracciare tutti i colleghi, gli operai e il personale amministrativo che contribuirono alla posa dei tubi e al ripristino del territorio.
L’opera, purtroppo diventata famosa per le note vicende belliche che ne hanno determinato la quasi totale chiusura, ha segnato la storia energetica della regione. A seguito di quell’opera la ditta Metanfriuli provvide alla distribuzione del gas in buona parte del Friuli. Metanfriuli che con successive trasformazioni ora si chiama Bluenergy, della famiglia Curti di Alseno (Piacenza). nota anche per il legame sportivo con l’Udinese Calcio.
L’incontro di sabato sarà l’occasione per rievocare anni di duro lavoro, aneddoti di cantiere e per riscoprire il valore di un’opera che ha modernizzato il Friuli, unendo idealmente le tradizioni lavorative di Emilia e Friuli Venezia Giulia.
