Il terremoto raccontato dai ragazzi: a Gemona e Trasaghis la memoria si fa dialogo tra generazioni
A cinquant’anni dal sisma che ha segnato il Friuli, la memoria storica esce dai libri di testo per trasformarsi in un racconto vivo, scritto direttamente dai giovani. Nasce così “Ti racconto il terremoto”, l’iniziativa promossa da Despar Nord e Messaggero Veneto per l’anno scolastico 2025-2026, rivolta agli studenti delle medie degli istituti comprensivi di Gemona del Friuli e Trasaghis.
Il progetto, presentato ufficialmente a Gemona, invita gli studenti a farsi “cronisti della memoria”: i ragazzi dovranno intervistare chi ha vissuto il 1976, raccogliendone emozioni e testimonianze per poi rielaborarle in un racconto personale. Una commissione selezionerà gli elaborati più significativi, che troveranno spazio sulle pagine del Messaggero Veneto e sulla sua piattaforma digitale, in un ideale passaggio di testimone tra chi c’era e chi oggi costruisce il futuro.
Il senso profondo dell’operazione è racchiuso nelle parole di Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze: «Il terremoto ha lasciato una ferita profonda, ma anche un’eredità di forza. Tramandare questa eredità è fondamentale per costruire un futuro consapevole e coeso; progetti come questo rafforzano il senso di comunità». Un concetto ribadito con forza dal sindaco di Gemona, Roberto Revelant: «Per noi il terremoto non è solo memoria, è identità. Affidare questo racconto ai ragazzi significa renderli parte attiva di una storia fatta di solidarietà e ricostruzione, rendendoli protagonisti della memoria collettiva».
Sul fronte educativo, la scuola vede in questa iniziativa uno strumento pedagogico d’eccezione. Il dirigente scolastico Marco Tommasi sottolinea come il progetto offra «un’opportunità preziosa per sviluppare competenze di ascolto e riflessione attraverso testimonianze autentiche», costruendo così una cittadinanza realmente attiva.
La narrazione dei ragazzi diventerà patrimonio comune grazie al supporto dei media e delle realtà produttive locali. «Sentiamo la responsabilità di custodire la memoria collettiva – ha spiegato Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto – e con questo progetto vogliamo offrire ai giovani uno spazio di espressione che arricchisca la storia del Friuli con nuove sensibilità».
A rendere possibile l’iniziativa è il sostegno di Despar Nord. Fabrizio Cicero, direttore regionale, ha concluso evidenziando il valore sociale dell’investimento: «Essere presenti sul territorio significa rafforzarne l’identità. Crediamo nell’importanza di accompagnare i giovani nella scoperta delle proprie radici, affinché diventino protagonisti consapevoli delle loro comunità».
Il percorso si concluderà a settembre con un evento finale a Gemona, dove i contributi degli studenti verranno celebrati ufficialmente, sancendo la chiusura di un cerchio lungo cinquant’anni.
