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VIDEO – Avviata la fase 3 dell’elisoccorso regionale

Il sistema di emergenza-urgenza del Friuli Venezia Giulia ha ufficialmente attivato la “Fase 3” dell’elisoccorso regionale, un passaggio che segna il completamento tecnologico di un servizio oggi considerato tra i più avanzati in Italia. La presentazione, avvenuta presso la base Hems di Pasian di Prato alla presenza dell’assessore regionale Riccardo Riccardi e dei vertici della Protezione Civile e del Soccorso Alpino, ha evidenziato come il servizio sia ormai in grado di operare con standard di sicurezza elevatissimi in ogni condizione ambientale.

La principale innovazione introdotta con questa fase riguarda l’estensione delle capacità operative durante le ore notturne. Grazie all’impiego del verricello in volo e all’addestramento specifico del personale, l’elicottero può ora effettuare il recupero di pazienti in aree impervie (pareti rocciose, forre, fitti boschi) anche di notte, laddove l’atterraggio sia impossibile.

Fino a oggi, l’operatività notturna era legata a siti di atterraggio certificati; ora, la “Fase 3” abbatte questo limite, rendendo il soccorso tecnico-sanitario indipendente dalla luce solare. Questo è possibile grazie a una rete capillare di circa 250 punti di approdo distribuiti sul territorio regionale, di cui 170 situati in zone montane, un incremento massiccio rispetto ai soli 12 punti disponibili all’avvio del servizio.

L’elisoccorso regionale si poggia su una flotta di due elicotteri dedicati esclusivamente a queste attività. Il primo mezzo è destinato alle emergenze primarie (Hems – Helicopter Emergency Medical Service) e alle operazioni speciali (Hho – Helicopter Hoist Operations), con un equipaggio composto da un medico anestesista-rianimatore, un infermiere, un verricellista e un tecnico del Soccorso Alpino.

Il secondo elicottero garantisce invece la copertura per i trasporti urgenti tra ospedali (Haa – Helicopter Air Ambulance) e funge da supporto per la Protezione Civile in caso di ricerca dispersi o grandi eventi. Complessivamente, il servizio svolge circa 1.200 missioni l’anno, con una concentrazione del 40% degli interventi in ambiente montano.

Oltre all’aspetto tecnico, l’assessore Riccardi ha sollevato una riflessione sul quadro normativo che tutela chi opera in emergenza. È emersa la necessità di riforme legislative che possano differenziare la responsabilità civile e penale di chi interviene in condizioni critiche e imprevedibili, affinché la complessità delle operazioni d’urgenza non diventi un freno per professionisti e volontari.

Il sistema, coordinato dalla Centrale Operativa di Palmanova (Sores) e integrato con il Centro regionale trapianti per il trasporto di organi, punta ora a consolidare questi nuovi standard, puntando sulla formazione continua e sulla sinergia tra le diverse “anime” del soccorso regionale (sanità, volontariato tecnico e protezione civile).