TARVISIO- Baraldo: “La Promotur venga gestita dai montanari”

“Promotur deve essere amministrata dalla gente della montagna”. Lo sostiene il tarvisiano Luciano Baraldo, personaggio che non ha bisogno di presentazioni: laureato in Scienze Motorie, è docente all’Università di Udine ed è attivo al Liceo “Bachmann” di Tarvisio; fa parte del consiglio nazionale della Fidal e ha vinto per due volte il titolo mondiale Master over 45 di lancio del disco. Inoltre è stato fra i promotori delle candidature olimpiche del ’98 e del 2002.
“Quello che sta succedendo nell’azienda fa ricordare un vero e proprio mercato delle vacche- dice Baraldo- Lo spettacolo offerto dal centrosinistra è vergognoso, anche se quando si parla di nomine il colore politico sbiadisce”.
Non le è piaciuta la nomina di Vidoni alla presidenza di Promotur e quella probabile di Cainero ad amministratore delegato?
“Anzi. Per quanto riguarda Vidoni, ero nel consiglio di Promotur con suo padre quando la Lega Nord voleva chiudere l’azienda e assieme vincemmo la battaglia. Cainero, poi, è un tecnico capace e il successo delle Universiadi si deve a lui. A questo proposito sottolineo che la polemica degli ultimi giorni è scaturita soprattutto da colpe della Fisu”.
E allora?
“Premesso questo, essendo Promotur di primaria importanza per la montagna, deve essere amministrata da persone che lì vivono, operano e ne conoscono il settore dell’impiantistica e delle attività ad essa correlate. Perché non c’è nessun esponente della Fisi, ovvero il più grosso partner istituzionale con le sue migliaia di tesserati e l’intensa l’attività sportiva organizzata nei cinque poli? Inoltre dovrebbe esserci anche un rappresentante degli albergatori montani”.
Lei vorrebbe anche spostare la sede, vero?
“Operando nel settore specifico dei servizi turistici alla montagna, la sede più logica è Tarvisio, non Tavagnacco. D’altro canto la sede dell’Ente Porto di Trieste non si trova certo in montagna… Mi permetta, però, di rivolgermi al presidente Illy: non si può maltrattare i montanari dicendo loro, con i fatti di questi giorni, che sono un parco buoi incapace di avere persone all’altezza di gestirsi la propria economia. Questo, caro presidente, ci offende”.
(di Bruno Tavosanis, dal Gazzettino)