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Omicidio Venier, Maylin Castro resta in carcere

Il Tribunale del riesame di Udine ha dichiarato inammissibile l’appello presentato dalla difesa di Maylin Castro Monsalvo, la donna accusata, insieme alla suocera, di aver ucciso e fatto a pezzi il marito Alessandro Venier nella loro abitazione di Gemona. La donna resterà quindi in carcere.

Secondo quanto spiegato all’ANSA dall’avvocato Federica Tosel, il Tribunale ha ritenuto che il provvedimento impugnato riguardasse esclusivamente la modalità di esecuzione della custodia cautelare.

«In questa prospettiva – ha spiegato la legale – la difesa avrebbe potuto soltanto discutere della richiesta del pubblico ministero, che chiedeva la revoca della collocazione all’Icam e il trasferimento in carcere, ma non contestare la sussistenza delle esigenze cautelari».

La difesa, tuttavia, sostiene che proprio questo fosse il punto centrale del ricorso. «La legge stabilisce che una madre con un figlio piccolo non può essere detenuta in carcere – ha aggiunto Tosel – salvo che ricorrano esigenze cautelari di eccezionale gravità. Il pubblico ministero ha chiesto il carcere sostenendo la presenza di tali esigenze e il gip ha disposto la misura proprio sulla base di questo presupposto».

Per l’avvocato, dunque, l’appello mirava esattamente a contestare la sussistenza e la permanenza di tali esigenze. «Dichiarare inammissibile l’impugnazione significa rifiutare la verifica del presupposto legale che consente di derogare al divieto di custodia in carcere previsto per le detenute madri di figli tra uno e sei anni».

La difesa ha già annunciato che presenterà ricorso in Cassazione, ritenendo la decisione del Tribunale «giuridicamente errata».