VIDEO – In Friuli Venezia Giulia aumentano i veicoli ma calano gli autoriparatori
Il Friuli Venezia Giulia sta vivendo una situazione apparentemente contraddittoria nel settore dell’automotive. Secondo un recente approfondimento realizzato dall’Ufficio Studi della CGIA, nonostante il numero di autovetture in circolazione continui a crescere e il parco auto risulti sempre più datato, il numero di autoriparatori attivi sul territorio regionale è in netta diminuzione.Â
L’Italia detiene il primato europeo per densità di automobili, con una media di 701 vetture ogni mille abitanti. In questo contesto, il Friuli Venezia Giulia segue il trend nazionale: se nel 2014 circolavano circa 769.583 veicoli, nel 2024 la cifra è salita a 828.929, segnando un incremento del 7,7%. Udine guida la classifica regionale con 736 auto ogni mille residenti, seguita da Pordenone con 720. A questo aumento volumetrico si aggiunge l’anzianità del parco circolante, con quasi una vettura su quattro che supera i vent’anni d’età , una condizione che teoricamente dovrebbe generare una forte domanda di manutenzione.
Tuttavia, i dati raccontano una crisi strutturale del comparto artigiano. Tra il 2014 e il 2024, le attività di autoriparazione in regione sono scese da 1.415 a 1.274, con una perdita del 10%. La contrazione più severa si registra a Trieste (-16,2%) e Udine (-13,3%), mentre Gorizia è l’unica provincia a mantenere un saldo invariato.
Le cause di questa “scomparsa” sono molteplici e profonde. Da un lato pesano i costi gestionali insostenibili per le piccole imprese familiari, tra affitti, energia e adempimenti normativi, aggravati dalla tendenza dei clienti a cercare pezzi di ricambio online per risparmiare. Dall’altro, la crescente complessità tecnologica dei veicoli moderni, tra elettronica avanzata e motorizzazioni ibride, impone investimenti in attrezzature e formazione che molte officine tradizionali non possono permettersi. A completare il quadro critico intervengono il mancato ricambio generazionale, con i giovani sempre meno attratti dai mestieri manuali, e la concorrenza delle grandi reti ufficiali che offrono pacchetti di manutenzione integrati. Infine, le auto di nuova generazione richiedono intervalli di tagliando più lunghi, riducendo di fatto le occasioni di guadagno per i piccoli riparatori indipendenti.
LE CONSIDERAZIONI DEL COORDINATORE DELL’UFFICIO STUDI CGIA PAOLO ZABEO
