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Treppo Grande, polemiche al Carnevale: gli organizzatori chiedono equilibrio e rispetto

Dopo la sfilata carnevalesca dell’8 febbraio 2026 a Gorizia, non si placano le polemiche legate a due episodi che hanno acceso il dibattito sui social e sulle testate locali. Dopo l’intervento della consigliere regionale del Pd e già sindaco di Treppo Grande, Manuela Celotti, a intervenire è Simone Bernardinis, fondatore e amministratore del “Carnevale in Movimento FVG & Veneto”, che invita a riportare la vicenda su un piano di equilibrio e responsabilità.

Il brano riprodotto dal carro di Treppo Grande

Al centro della discussione c’è quanto accaduto durante il passaggio del carro di Treppo Grande, che sfilava con il tema “Le magie di Venezia”. Dal carro è stato riprodotto un brano intitolato “Everybody viva El Duche”, conosciuto sui social per la sua diffusione su TikTok e Instagram.

Secondo quanto ricostruito, il pezzo sarebbe stato inserito in scaletta dal dj esclusivamente per il ritmo dance, senza che vi fosse consapevolezza del contenuto del testo o del significato storico e simbolico legato al titolo.

A prendere posizione è Cristian Grasso, responsabile del carro di Treppo Grande, che ha voluto porgere pubblicamente le proprie scuse per quanto accaduto. Grasso ha spiegato che la scelta del brano è stata casuale e che il ragazzo coinvolto, affetto da importanti disabilità così come altri membri del gruppo, non si sarebbe reso conto del possibile impatto del contenuto sulla sensibilità collettiva.

Pur non giustificando l’episodio, il responsabile del carro ha ritenuto eccessiva la reazione mediatica, sottolineando come il gruppo e il dj siano stati oggetto di critiche e attacchi personali, con conseguenze anche sul piano emotivo.

Il caso del costume da Tito

Bernardinis richiama inoltre un secondo episodio avvenuto nella stessa giornata. In una fotografia diffusa online si vede un partecipante vestito da Tito, con colbacco e stella rossa.

Un’immagine che, secondo il fondatore del Carnevale in Movimento, in un territorio come Gorizia – segnato dalla storia del confine orientale, delle foibe e del periodo jugoslavo – può essere percepita come provocatoria o irrispettosa, soprattutto in prossimità della Giornata del Ricordo.

Bernardinis evidenzia come figure mascherate ispirate a personaggi politici o storici, da Trump a Tito, siano state ammesse alla sfilata, ponendo l’attenzione sulla necessità di coerenza nelle valutazioni e nelle critiche.

L’appello: “Non trasformiamo il Carnevale in un tribunale”

Il fondatore del Carnevale in Movimento invita a non alimentare una “gogna mediatica” che rischia di colpire persone e gruppi, in particolare giovani che potrebbero non aver compreso la portata simbolica di determinate scelte.

Secondo Bernardinis, si starebbe esagerando sul piano mediatico, con un clima che non giova né al presidente del carro di Treppo Grande né al dj coinvolto, descritto come provato dallo stato di ansia e shock per gli insulti ricevuti.

“Il Carnevale – ribadisce – deve restare una giornata di spensieratezza e gioia per bambini e famiglie”.

L’auspicio degli organizzatori è che, pur nel rispetto della memoria storica e della sensibilità collettiva, il confronto possa mantenersi civile e proporzionato, evitando derive personali e tensioni che nulla hanno a che vedere con lo spirito della manifestazione.