Comuni montani, Mentil e Craighero (Pd) invitano la Giunta regionale a chiedere al Governo la revisione
“La Giunta Fedriga si attivi immediatamente con il Governo perché riveda i criteri che escludono troppi Comuni dai sostegni dovuti ai territori montani. L’Esecutivo regionale dia comunque garanzie di tutela ai Comuni esclusi, preveda misure compensative regionali, ascolti la voce degli amministratori locali che hanno denunciato questa grave penalizzazione e le conseguenze sui servizi per i cittadini, chieda con noi una revisione anche attraverso i referenti politici nazionali. Stiamo depositando una mozione in Consiglio regionale e lavorando a tutti i livelli, dai Comuni al Parlamento, per correggere una classificazione che tratta la montagna come una mera voce statistica da gestire secondo rigidi criteri scollegati dalla realtà”. Lo rendono noto il responsabile Montagna del Pd Fvg Marco Craighero ed il consigliere regionale Massimo Mentil (Pd), dopo la classificazione dei Comuni montani e il nuovo elenco nazionale, legato all’attuazione della legge 131/2025, ha ridotto i territori italiani riconosciuti come aree di montagna, incidendo su 32 Comuni anche in Friuli Venezia Giulia.
I due esponenti dem chiedono di “aprire da subito un confronto serio con ANCI e Comunità di montagna per valutare correttivi e soluzioni specifiche per i territori penalizzati da scarti minimi e criteri troppo rigidi” che avranno una serie di conseguenze indicate in “riduzione dei trasferimenti e perdita di una serie di agevolazioni e strumenti di sostegno che in questi anni hanno consentito a territori fragili di resistere allo spopolamento mantenendo attrattività e servizi”.
“I nuovi criteri sono parametri rigidi e asettici che – spiegano Mentil e Craighero – non tengono conto della realtà socio-economica delle nostre comunità, delle singole specificità, del tema della densità abitativa, della necessità di criteri geomorfologici più ampi e del contesto complessivo in cui sono inseriti i Comuni oggetti del taglio, anche in termini sociali”. Passando ai casi concreti, i due dem giudicano “emblematico il caso di San Pietro al Natisone, escluso per uno scarto minimo di altitudine pur avendo un territorio con caratteristiche montane specifiche e con un ruolo centrale per tutta la comunità delle Valli Del Natisone. Non da meno anche il caso di Prepotto così come – aggiungono Craighero e Mentil – il colpo inferto all’area carsica e isontina: interi sistemi territoriali declassati”.
“Il riconoscimento di Comune montano – ricordano Mentil e Craighero – ha finora garantito defiscalizzazioni, semplificazioni amministrative e accesso a misure dedicate, come ad esempio accesso al credito per attività produttive, le quali, anche laddove alcune linee contributive dovessero restare formalmente invariate, è evidente che subirebbero una perdita di opportunità e una maggiore difficoltà per realtà già di piccole dimensioni e con costi strutturali più alti”. Così come, aggiungono i due dem “ripercussioni si avranno sull’ambito scolastico, dove lo status di Comune montano consentiva deroghe sul numero minimo di alunni per classe, e perdere questa possibilità significa aprire la strada ad accorpamenti e chiusure di plessi, con un effetto domino su famiglie, attrattività e tenuta demografica, in territori dove un plesso scolastico non è un semplice servizio ma un presidio di comunità”.
(nella foto Artegna, uno dei Comuni interessati, assieme tra l’altro anche a Magnano in Riviera)
